Riforma PA, il baricentro va spostato a Bruxelles? - CorCom

Riforma PA, il baricentro va spostato a Bruxelles?

Scuola, innovazione e e-government sono le leve da muovere a livello europeo, non nei singoli Stati. La rubrica Mario Dal Co

17 Lug 2015

Mario Dal Co, economista

La cosa più efficace che la Commissione ha prodotto per il lancio del Digital Single Market, discusso ampiamente su questa testata, è il grafico che illustra come oggi è realizzato il mercato digitale: il 42% è rappresentato dai servizi online dei 28 Stati membri, per il 4% da servizi europei transnazionali, per il 54% da servizi basati negli Usa. Dati che fanno riflettere. Proviamo a farlo in due passaggi.

1. La lingua e la dimensione del mercato. I 28 Stati messi insieme pesano meno, quanto a servizi offerti, degli Stati Uniti. Ma nei servizi statali ci sono tutti i servizi pubblici, quelli erogati dalla PA, che non sono presenti nei servizi basati negli Stati Uniti. Il confronto quindi è spurio. La realtà è che gli Stati Uniti sono la sede dei grandi hub di internet e delle relative app. Gli Stati membri sono la sede dei servizi online della PA. Quando una app ha successo negli Usa, la dimensione di quel mercato è tale che il successo è assicurato anche in Europa (e nel mondo) la cui unica lingua franca è comunque l’inglese. Le startup europee partono in genere nella madre lingua, anche se hanno ben presente il problema dell’inglese, ma devono crearsi una nicchia nella loro patria linguistica, e questo penalizza la loro crescita potenziale.
Ad alcuni sembrerà un paradosso, ma la maggiore conoscenza dell’inglese, lungi dal significare la resa alla predominanza americana, aiuterebbe a fa crescere la competitività europea e, nel nostro caso, italica nei confronti della capacità di iniziativa americana. E l’Europa? Sembra non essere la sede di nulla.

2. La PA europea. Nello sviluppo del mercato digitale unico, la Commissione punta sia su investimenti infrastrutturali sia sulla diffusione di standard: dalla diffusione della banda larga all’eliminazione del roaming, all’affermazione di standard come identità digitale e patient summary (fascicolo sanitario minimo), allo sviluppo dell’e-commerce per Pmi e dei big data per le grandi aziende. Questi temi ripropongono la questione della competizione tra Ue e Usa, con una qualificazione: la competenza informatica della forza lavoro, delle Pmi, della PA. Quindi scuola, innovazione e e-government sono le leve che l’Europa deve prendere in mano per lo sviluppo dei servizi al cittadino. Lo deve fare a livello europeo, non degli Stati membri. Questo spostamento del baricentro burocratico verso Bruxelles darebbe un contributo significativo all’ammodernamento della PA che senza una rottura normativa e culturale non è in grado di autoriformarsi. Lo dimostra il mezzo secolo di inattività.