Sistri, parte tra le polemiche la "fase 2" - CorCom

IN VIGORE LE NUOVE NORME

Sistri, parte tra le polemiche la “fase 2”

L’obbligo del tracciamento informatico dei rifiuti speciali e pericolosi in vigore da oggi anche per i produttori. Doppio sistema cartaceo-digitale fino a fine anno. Dal 2015 sanzioni per chi non rispetta le regole. Ma le pmi sono in allarme: troppe operazioni burocratiche, si rischia l’impasse

03 Mar 2014

A.S.

Parte oggi la cosiddetta “fase 2″ del Sistri, il sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti, nato per monitorare in forma elettronica e non più cartacea la gestione dei rifiuti.

Intanto, fino al 31 dicembre 2014 si dovrà continuare a effettuare, su un binario parallelo, anche il tracciamento tradizionale dei rifiuti sui registri cartacei e i formulari di trasporto, mentre l’entrata in vigore delle sanzioni è fissata al primo gennaio 2015.

Da oggi il sistema riguarderà anche i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi, mentre era già operativo dal primo ottobre per i gestori e per i nuovi produttori.

Secondo le norme fissate dal decreto milleproroghe, infine, dal 30 giugno 2014, dopo che sarà stato emanato un apposito decreto ministeriale, il sistema sarà esteso in via sperimentale a tutti i gestori di rifiuti urbani.

L’entrata in vigore della fase 2 del Sistri solleva alcune polemiche, e a farsene portavoce è oggi Dario Di Vico dalle colonne del Corsera: “Il sistema (…) che dovrebbe servire per combattere le ecomafie – afferma – intanto però rischia di complicare la vita alle piccole e medie imprese dell’autotrasporto e dell’artigianato”.

La prima adozione del sistema è datata 2007, e suo cammino è stato finora contraddistinto dalle proroghe, tanto che Ermete Realacci, che presiede la commissione Ambiente a Montecitorio, l’ha definito “un legno storto, che rischia di essere un appesantimento burocratico e un sovraccarico amministrativo soprattutto per le Pmi, diversamente da quanto messo in atto negli altri Paesi europei”.