Spid, cassa integrazione più rapida - CorCom

AGENDA DIGITALE

Spid, cassa integrazione più rapida

L’annuncio del presidente Inps, Pasquale Tridico: “L’identità digitale permetterà di accelerare la verifica telematica con la banca per avere conferma che l’Iban corrisponde al codice fiscale. Così la prestazione potrà essere erogata più rapidamente”

25 Set 2020

Federica Meta

Giornalista

Spid accelererà l’erogazione della cassa integrazione. A dirlo il presidente di Inps, Pasquale Tridico, intervenuto all’evento “Il welfare con una nuova identità unica e digitale”.

“Con il passaggio a Spid avremo un impatto positivo. Siamo già passati alla verifica telematica con la banca, che conferma che l’Iban corrisponde al codice fiscale: la prestazione potrà essere erogata più rapidamente – ha spiegato – Prima di marzo, ogni volta che l’istituto pagava una prestazione, chiedeva alla banca che l’Iban fosse collegato ad un cittadino con un certo codice fiscale, e lo faceva con un modulo cartaceo. Da marzo adesso abbiamo abolito questa procedura, con una epocale convenzione con Abi, e facciamo un controllo telematico. Poi paghiamo”.

A partire dal 1° ottobre 2020 l’Inps non rilascerà più il Pin come credenziale di accesso ai servizi digitali e verrà sostituito dal Sistema Pubblico di Identità Digitale che permette di accedere ai servizi online della PA. Per gli attuali possessori di Pin il passaggio allo Spid avverrà gradualmente secondo le istruzioni fornite con la circolare Inps 17 luglio 2020, n. 87, che prevede una fase transitoria che si concluderà con la definitiva cessazione della validità dei Pin rilasciati dall’Istituto.

“Si tratta di un passaggio epocale da una modalità di accesso ai servizi dell’Istituto verso un’altra modalità, più sicura, unica e che dà un grande contributo alla digitalizzazione del Paese – ha sottolineato Tridico – Dal 2002 l’Inps forniva già servizi digitali, usati oggi da 27 milioni di utenti che ‘consegnamo’ al governo per imprimere una svolta”.

“Vi sarà un anno di transizione, con una campagna di sensibilizzazione per chi ha già il Pin – ha annunciato – Sono in particolare autonomi e domestici a chiedere accesso ai servizi telematici. Il pin resterà attivo per minori di 18 anni, cittadini Ue o extra Ue che non hanno un documento italiano e persone soggette a tutela, curatela o amministrazione di sostegno. Sono tre categorie che, per una serie di ragioni, non possono avere un’identità digitale Spid”.

I patronati accompagneranno invece gli utenti mezzo avvezzi al digitale a fare il passaggio dai vecchi codici a Spid.  

Ancora oggi Inps rilascia 5mila pin al giorno mentre in fase di emergenza Covid si è arrivati a oltre 40mila, segno che i cittadini italiano hanno capito il valore dei servizi digitali.

Catalfo: “Spid traguardo fondamentale”

Per la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, il passaggio all’identità digitale rappresenta “un traguardo fondamentale” e “un importante servizio per i cittadini”.

“Dal 15 novembre 2020 anche il ministero del Lavoro passerà a Spid come unico strumento di accesso – ha detto – Credo fortemente in questo progetto. La PA – ha aggiunto – deve pensare in digitale. Innovazione, semplificazione e digitalizzazione sono le tre parole chiave. Stiamo raggiungendo l’obiettivo prefissato dal dl semplificazioni”, ha aggiunto Catalfo evidenziando però che questo “non deve essere l’ultimo obiettivo”.

La vision della ministra Pisano

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“In una economia iperconnessa, l’identità digitale sta diventando un fattore determinante per le transazioni digitali – ha sottoliena la ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano La crisi del Covid-19 ha evidenziato l’urgenza di fornire rapidamente a tutti i cittadini e le imprese europee un’identita’ digitale affidabile e universalmente accettata”.

Nel dl Semplificazioni “abbiamo inserito una scadenza ambiziosa: rendere Spid e carta di identità elettroniche credenziali di accesso ai servizi della Pa a partire dal 28 febbraio 2021”, ha ricordato Pisano.

“Attualmente abbiamo 10 milioni e 700 mila cittadini con Spid, dal 1 gennaio al 21 settembre 2020 sono stati 67 milioni gli accessi ai servizi digitali attraverso lo Spid e alcuni servizi sono nati solo in digitale come il bonus vacanze del Ministero per i beni e le attivita’ culturali e per il turismo fruibile solo attraverso Spid”.

L’innovazione, ha concluso la ministra, “non è mai un processo immediato” ma “va sostenuta e incoraggiata con la partecipazione di tutti”.

Cosa prevede il Dl Semplificazioni

Entro il 28 febbraio 2021, tutte le amministrazioni sono tenute ad avviare il passaggio dalle diverse modalità di autenticazione online al Sistema Pubblico di Identità Digitale (Spid) e alla Carta d’Identità Elettronica.

Da tale data le amministrazioni non potranno più rilasciare o rinnovare le vecchie credenziali. Potranno essere utilizzate le credenziali rilasciate in precedenza fino alla loro naturale scadenza e non oltre il 30 settembre 2021.

L’identificazione digitale è equiparata all’esibizione di un documento d’identità ed è estesa per l’accesso ai servizi dei concessionari pubblici e delle società a partecipazione pubblica.

Sono previste misure di semplificazione per il sistema di qualificazione dei conservatori di documenti informativi e dei prestatori di servizi fiduciari e di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico attraverso la Piattaforma digitale nazionale dati.

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