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Web-certificati, allarme Fimmg: “Per i medici ancora difficoltà di invio”

Secondo la federazione il 16% dei camici bianchi trasmette poco più della metà dei documenti in modalità telematica. Atteso per venerdi l’incontro tra i sindacati e Brunetta

09 Feb 2011

Oltre la metà dei medici di famiglia (il 56,4%) riesce a inviare
per via telematica più dell’80% dei certificati di malattia, ma
c’è ancora il 16,5% che ne invia meno del 50%. E’ quanto
emerge dall’ultimo sondaggio della Fimmg su un campione di oltre
1.500 medici appartenenti a tutte le regioni italiane. Dalla
ricerca risulta anche che l’11,1% dei medici di famiglia riesce a
inviare via web fra il 70 e l’80% dei certificati mentre il 15,8%
ne invia tra il 50 e il 70%.

“Non abbassiamo la guardia e manteniamo la mobilitazione della
categoria in attesa dell’incontro di venerdì con il ministro
Brunetta” ha scritto in una lettera inviata agli scritti il
segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo.

“L’obiettivo fondamentale di tutte le OOSS – prosegue Milillo –
è ottenere la modifica della legge e in particolare la rimozione
delle sproporzionate sanzioni previste. A breve termine è
assolutamente necessario ottenere la sospensione del sanzionamento
per almeno un anno.  Durante questo periodo sarà possibile
perfezionare il sistema. Stiamo conducendo anche un’importante
azione sulle Software House dei nostri applicativi per convincerle
a fornire la funzione della certificazione on-line senza costi
aggiunti nell’ambito della ordinaria manutenzione dei programmi.
Rimaniamo continuamente in contatto con la Sogei per capire anche i
problemi tecnici che possono essere alla base del funzionamento
irregolare dell’intero sistema. Dopo il blocco del primo
febbraio, ci viene assicurato che il ‘cervellone’ ha continuato
a funzionare ininterrottamente, salvo occasionali rallentamenti di
pochi minuti. Ciò contrasta con i dati sopra riportati che
testimoniano la persistenza e l’elevata frequenza di criticità
di trasmissione”.

Milillo invita i colleghi “nel momento in cui si manifesta il
malfunzionamento di una qualsiasi delle componenti del sistema” a
non “accanirsi nel ritentare continuamente l’invio, ma
raccomandiamo –scrive – di procedere immediatamente a emettere il
certificato cartaceo, perché la priorità assoluta deve essere
data all’attività assistenziale”.

“Analogamente – aggiunge – in presenza di uno studio affollato
è impensabile rivolgersi al Call Center che, ammesso risponda
subito, prevede una procedura di oltre 7 minuti, assolutamente
incompatibile con il nostro lavoro. Anche in questo caso
consigliamo di passare subito al cartaceo”.
“Abbiamo chiesto e ottenuto da Sogei – conclude – un indirizzo
di posta elettronica al quale ciascuno di voi potrà inviare
segnalazioni e osservazioni”.

In attesa dell'incontro di venerdì Brunetta risponde con i
numeri. Secondo i dati resi noti dall’Inps e comunicati dal
ministero della PA e Innovazione, oggi sono stati trasmessi online
all’Istituto 98.031 certificati di malattia di dipendenti
pubblici e privati. A livello regionale gli invii odierni sono
così distribuiti: 17.651 in Lombardia, 12.911 in Lazio, 8.852 in
Veneto, 8.187 in Emilia Romagna, 7.917 in Sicilia, 7.279 in
Campania, 7.081 in Piemonte, 6.118 in Toscana, 4.663 in Puglia,
3.296 in Calabria, 2.413 in Liguria, 2.221 in Marche, 2.111 in
Friuli Venezia Giulia, 1.837 in Sardegna, 1.509 in Abruzzo, 1.264
in Umbria, 936 in Provincia di Trento, 815 in Provincia di Bolzano,
518 in Basilicata, 306 in Molise, 146 in Valle d’Aosta.

Dalla data di attivazione della nuova procedura, il totale dei
certificati trasmessi raggiunge così la cifra di 4.565.253 unità,
con la seguente ripartizione per Regione: 1.383.866 in Lombardia,
620.759 in Lazio, 403.075 in Veneto, 314.010 in Emilia Romagna,
303.974 in Sicilia, 280.856 in Campania, 190.178 in Piemonte,
163.385 in Puglia, 158.191 in Toscana, 141.586 in Marche, 122.193
in Calabria, 90.624 in Abruzzo, 69.582 in Provincia di Bolzano,
60.925 in Liguria, 56.453 in Sardegna, 50.149 in Friuli Venezia
Giulia, 46.973 in Provincia di Trento, 46.265 in Umbria, 30.860 in
Basilicata, 16.116 in Molise, 15.233 in Valle d’Aosta.