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PRIVACY

Facebook, nuova funzione per controllare i dati di app e siti web

La piattaforma introduce “Attività fuori da Facebook”, che consente agli utenti di visualizzare, ed eventualmente bloccare, l’invio delle informazioni personali raccolte da terze parti a fini pubblicitari. Si parte in Irlanda, Corea del Sud e Spagna

21 Ago 2019

D. A.

Nel tentativo di assicurare ai propri utenti un maggiore controllo sulla loro privacy, Facebook introduce una nuova funzione, grazie alla quale sarà possibile ottenere un riepilogo delle app e dei siti web che inviano informazioni personali al social network. La funzione si chiama “Attività fuori da Facebook” e consente come suggerisce il nome di visualizzare e modificare le attività di condivisione dei dati svolte da altri player nei confronti della piattaforma a fini pubblicitari. Gli utenti ora possono accedere a un report dettagliato attraverso i gli Strumenti di Facebook Business, come Facebook Pixel o Facebook Login, disconnettere queste informazioni dall’account, se lo desidera, e scegliere di disconnettere le future attività fuori da Facebook dall’account, sia per tutte le tipologie di operazioni sia solo per determinate app e siti web.

“Renderemo, inizialmente, questa funzione gradualmente disponibile per le persone in Irlanda, Corea del Sud e Spagna”, spiegano in una nota Erin Egan, Chief Privacy Officer, Policy e David Baser, Director of Product Management di Facebook. “Continueremo nei prossimi mesi a introdurla in tutto il mondo per garantire che funzioni in modo efficace per tutti. L’opzione, sottolineano i due manager, ai aggiunge ai recenti aggiornamenti alla Libreria inserzioni: gli aggiornamenti a ‘Perché visualizzo questa inserzione?’ e il lancio di una nuova funzione chiamata ‘Perché vedo questo post?’.

“Dal momento che Attività fuori da Facebook è uno strumento nuovo, non abbiamo potuto seguire alcun modello. I nostri team di ingegneri hanno progettato un modo nuovo di elaborare le informazioni da parte dei nostri sistemi. Per mesi abbiamo condotto ricerche per ricevere input dagli utenti di Facebook, sostenitori della privacy, politici, inserzionisti e gruppi del settore. Abbiamo quindi apportato modifiche significative in base a ciò che abbiamo appreso da queste ricerche”, continuano Egan e Baser. “Per esempio, dopo diversi mesi dall’inizio dello sviluppo del prodotto, le persone ci hanno chiesto un modo per disconnettere le attività online future dai singoli business, anziché da tutti contemporaneamente. Abbiamo anche appreso da esperti di privacy che era importante poter ricollegare una specifica applicazione o sito web mantenendo le altre attività future disattivate. Abbiamo deciso di creare queste opzioni in modo che le persone potessero avere un prodotto migliore, anche se questo ha ritardato il lancio”.

La funzione, rimarca infine l’azienda, segna un importante passo verso una maggiore trasparenza e un maggiore controllo, e continuerà a essere migliorata. “Siamo aperti al dialogo con esperti della privacy, rappresentanti del settore e responsabili politici in merito a come continuare a creare strumenti simili”.

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