Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

L'OPERAZIONE

“Fusione” delle chat, faro della Privacy irlandese su Facebook

L’autorità ha richiesto al social “un aggiornamento urgente” sulla proposta di unire Messenger, Instagram e Whatsapp. Si punta a valutare l’eventuale compliance al Gdpr

29 Gen 2019

Antonio Dini

Per adesso è poco più di un’idea, ma la Commissione per la protezione dei dati (Dpc) irlandese si è già messa in modo e ha chiesto a Facebook maggiori dettagli circa il suo progetto di fondere il database degli utenti delle sue tre app per la messaggistica, Messenger, WhatsApp e la chat di Instagram.

Quella che è iniziata come una indiscrezione raccolta da New York Times e successivamente confermata dai portavoce di Mark Zuckerberg adesso si è trasformata in un allarme di potenziale abuso di posizione dominante da parte del watchdog europeo incaricato di vigilare sulla posizione di Facebook nella Ue, la Data protection commission irlandese. La Dpc ha richiesto a Facebook “un aggiornamento urgente” sulla proposta così come trapelata tramite la stampa e successivamente confermata dall’azienda.

La scorsa settimana un lungo articolo del New York Times riportava il progetto, voluto dal fondatore e Ceo di Facebook Mark Zuckerberg, per combinare i database dei suoi tre servizi di messaggeria più popolari. Tutti e tre, nelle intenzioni di Zuckerberg, rimarrebbero come tre app separate ma utilizzerebbero lo stesso indirizzario di nomi. Questo da un lato vorrebbe dire che ad esempio un utente registrato a un servizio ma non agli altri due, ad esempio registrato a WhatsApp, potrebbe contattare gli utenti degli altri due servizi (Instagram e Messenger) anche se non registrati a WhatsApp. Questo oggi non è possibile.

Nelle intenzioni di Zuckerberg la trasformazione porterebbe con sé delle chat criptate da utente a utente, e manterrebbe un livello di privacy e tutela dei dati elevato. Sono però state subito registrate perplessità sia sul livello di sicurezza della registrazione degli utenti (i tre servizi usano tipi di registrazione diversi) che sul reale scopo dell’operazione che consisterebbe nel desiderio di parte di Facebook di “vedere” un quadro più ampio delle relazioni e interazioni tra utenti in maniera tale da poterli monetizzare con forme di pubblicità più mirata.

Facebook ha confermato la notizia anticipata dal New York Times con una dichiarazione nella quale si legge, tra l’altro, che Facebook sta lavorando “per rendere migliori i nostri prodotti di messaggeria con una crittografia end-to-end e progettando modi per rendere più facile raggiungere amici e famigliari attraverso tutte le reti sociali».

Questa che si presenta come la più ambiziosa tra le ristrutturazioni delle app di Facebook, e che ha probabilmente portato alle tensioni interne degli scorsi mesi che hanno visto la fuoriuscita dall’azienda dei fondatori di WhatsApp e Instagram — al tempo delle rispettive acquisizioni rassicurati che invece Zuckerberg avrebbe mantenuto i tre servizi sempre indipendenti l’uno dall’altro – ha attirato l’attenzione della Dpc irlandese.

«Se da un lato – si legge in una dichiarazione rilasciata dalla Dcp – capiamo che la proposta di Facebook di integrare le piattaforme di Messenger, WhatsApp e Instagram sia ancora a un livello di sviluppo assolutamente iniziale, la Dcp irlandese ha chiesto a Facebook Irlanda un chiarimento urgente sul tenore della proposta».

«La Dcp irlandese – continua la nota – seguirà da vicino e con attenzione i piani di Facebook man mano che si svilupperanno, in particolare per la parte che concerne la condivisione e la fusione delle informazioni personali tra differenti rami d’azienda di Facebook».

Quel che la Dcp cerca, sostiene il testo diffuso all’inizio della settimana, è «trovare delle conferme fin da subito che tutte le preoccupazioni verranno prese in considerazione nella loro completezza da Facebook nei prossimi passi di sviluppo del progetto. Va infine sottolineato con enfasi che la proposta di integrazione avanzata da Facebook potrà avvenire in Unione europea solo se sarà in grado di adeguarsi ai requisiti della Gdpr».

Un portavoce di Facebook ha ribattuto alla stampa internazionale che a Facebook “vogliamo costruire la migliore esperienza di messaggistica possibile. E le persone vogliono che i messaggi siano veloci, semplici, affidabili e privati. Stiamo lavorando per dare di più con i nostri prodotti di messaggistica crittata, e stiamo considerando dei modi per rendere più facile raggiungere amici e famigliari attraverso le nostre reti sociali. Come ci si può aspettare, c’è molto da discutere e da capire adesso che stiamo cominciando il lungo processo necessario per capire tutti i dettagli necessari a capire come far funzionare questo progetto».

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 4