Intelligenza artificiale, ecco la strategia Ue: sì al riconoscimento facciale "in caso di necessità" - CorCom

IL DOCUMENTO

Intelligenza artificiale, ecco la strategia Ue: sì al riconoscimento facciale “in caso di necessità”

Nella proposta di legge che sarà svelata il 21 aprile, la Commissione europea detta per la prima volta le condizioni: stop all’utilizzo nei sistemi considerati ad alto rischio. Si punta a un’innovazione “etica”

16 Apr 2021

Domenico Aliperto

Secondo una bozza che contiene i punti cardine di una nuova proposta di legge, la prima sull’intelligenza artificiale, l’Unione europea sarebbe pronta a bandire del tutto certi usi di sistemi di Ia “ad alto rischio” e ne limiterebbe l’accesso ad altri nel momento in cui non soddisfacessero gli standard enunciati. Sarebbero però previste delle deroghe rispetto alla tecnologia del riconoscimento facciale in caso di necessità, per la lotta contro il terrorismo e la tutela della sicurezza pubblica Nel documento, che la Commissione europea svelerà il 21 aprile, si legge anche che le aziende che non si conformano alle prescrizioni potrebbero essere multate fino a 20 milioni di euro o con una sanzione pari al 4% del loro fatturato.

L’approccio dell’Ue alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale

Il documento di 81 pagine, che è stato letto e sintetizzato da Politico, afferma che “la sorveglianza indiscriminata delle persone fisiche dovrebbe essere vietata se applicata in modo generalizzato a tutte le persone senza differenziazione”, aggiungendo che i metodi di sorveglianza potrebbero includere il monitoraggio delle persone in ambienti digitali e fisici.

[QUIZ] SECURITY/BACKUP
Protezione dei dati: sei sicuro di avere una strategia efficace? Scoprilo nel Quiz
Business Analytics
Business Intelligence

I sistemi di intelligenza artificiale considerati ad alto rischio dovrebbero essere ispezionati se verranno implementati e i creatori del sistema potrebbero dover dimostrare che è stato addestrato su set di dati imparziali in modo tracciabile e con la supervisione umana.

La Commissione europea sta cercando di trovare il giusto equilibrio tra il sostegno all’innovazione e la garanzia che l’Ia vada a vantaggio dei suoi oltre 500 milioni di abitanti. Se le proposte venissero adottate, l’Europa potrebbe distinguersi dagli Stati Uniti e dalla Cina, che devono ancora introdurre una regolamentazione compiuta sulla tecnologia. Omer Tene, vice presidente dell’associazione non profit International Association of Privacy Professionals, ha affermato tramite Twitter che la legislazione “rappresenta il tipico approccio di Bruxelles alle nuove tecnologie e all’innovazione. In caso di dubbio, regola“. Samim Winiger, un ricercatore di intelligenza artificiale a Berlino, in Germania, ha dichiarato parlando con la Cnbc che l’Ue è “molto indietro” alla Cina e agli Stati Uniti nella corsa all’Ia. “Trovo piuttosto difficile capire in che modo l’introduzione di normative sull’intelligenza artificiale altamente complesse e di alto livello in un mercato di nicchia avrà un impatto reale sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale a livello globale”.

Le reazioni in Italia

“Valuteremo nel dettaglio le proposte della Commissione Europea al momento della presentazione ma le anticipazioni di stampa sulla bozza del Regolamento europeo su Intelligenza artificiale vanno nella direzione richiesta da Fratelli d’Italia”. Lo dicono Federico Mollicone, deputato responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza, capogruppo di Fdi al Parlamento Europeo, Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d’Italia Coordinatore per il Gruppo dei conservatori e riformisti europei nella Commissione libertà civili giustizia e affari interni.

“L’uso e l’eventuale abuso dell’IA devono essere regolamentati, sin dal loro sviluppo, garantendo anche meccanismi sanzionatori in mancanza di ottemperanza alle norme imposte dall’autorità pubblica – spiegano – Ben venga la collaborazione da parte delle piattaforme private, nell’ottica dell’autoregolamentazione, purché essa sia iscritta in un sistema di controllo pubblico, che non lasci alcuno spazio a possibili abusi, o speculazioni di natura ideologica come spesso avviene. La sovranità digitale è il tema del nostro tempo e Fdi sarà in prima linea. L’autoritarismo digitale cinese, di cui il “credito sociale” è simbolo, è contrario ai valori europei. Lo sviluppo e l’applicazione dell’intelligenza artificiale deve basarsi su rigide regole o rischiamo scenari inquietanti ai limiti della giustizia predittiva da ‘Minority report’, come avviene per il riconoscimento facciale preimpostato per le fattezze razziali degli Uiguri, accusati in quanto tali di essere terroristi, fino ad arrivare alla distorsione della stessa natura umana, come avvertono numerosi esperti di etica dell’innovazione come Paolo Benanti. Stiamo per depositare una legge quadro alla Camera dei Deputati su questi temi, elaborata con i massimi esperti dei temi dell’innovazione e dei diritti digitali”.ù

Il deputato Pd, Filippo Sensi, ha depositato una proposta di legge per una moratoria sull’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza biometrici nei luoghi pubblici. “Penso sia un tema che rileva dei diritti dei cittadini e della qualità della democrazia in Italia”, scrive Sensi su Twitter. La sospensione sarebbe pervista fino all’entrata in vigore di una legge statale, che in Italia ancora non c’è – e comunque non oltre il 31 dicembre 2021.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 2