La presidente del cluster tecnologico: “Grazie alla presenza sul nostro territorio di Leonardo e di realtà accademiche di primo piano siamo ormai un laboratorio d’innovazione”. Il 15 novembre a Pisa la tappa locale del roadshow Ctna
“Il distretto aerospaziale della Toscana ha due punti di forza: la presenza storica di Leonardosul territorio, con varie sedi, che è legata soprattutto alle missioni spaziali e ai dispositivi che vanno a bordo di satelliti, e la presenza di un sistema accademico e di ricerca avanzato. Non parliamo, in questo caso, soltanto delle università di Pisa e Firenze e delle loro facoltà di ingegneria, ma anche di laboratori come il Lens, l’Ifac, (istituto di fisica applicata del Cnr) e la sede italiana di PhotonHub, progetto di trasferimento tecnologico a focus fotonica che ha una serie di diramazioni in tutta Europa. La presenza di competenze di così alto livello coincide con una importante offerta di risorse a disposizione di tutte le realtà hi-tech. Soltanto per fare un esempio, Sitael– società italiana attiva nel settore della ricerca e sviluppo tecnologico anche aerospaziale – è cresciuta acquisendo due società in toscana e ha mantenuto le sedi locali perché è parte di un sistema dal quale attinge competenze importanti, riuscendo anche a partecipare a progetti avanzati. Gate 4.0, Distretto Tecnologico per l’Advanced Manufacturing della Toscana, di cui fanno parte anche le realtà dell’aerospace, raccoglie una trentina di Pmi, per un fatturato annuo di circa 350 milioni all’anno e 2.500 addetti”. A descrivere in un’intervista a SpaceEconomy360 le caratteristiche del settore è Lorna Vatta, presidente di Gate 4.0, che sottolinea: “Questi numeri testimoniano che il comparto delle tecnologie avanzate è uno dei punto di forza della Toscana, anche se ha meno visibilità nell’immaginario collettivo rispetto alla moda, al turismo, alla life science o al food”. Vatta, quali sono dal punto di vista dell’aerospazio i settori più promettenti o per i quali l’ecosistema della Toscana si candida a essere una presenza d’eccellenza?
Il distretto toscano conta su competenze importanti nel campo del downstream, quindi l’acquisizione e la lavorazione dei dati che provengono – ad esempio – dai sistemi satellitari, e che possono trovare una serie di applicazioni utili, anche dal punto di vista del business, nella vita di tutti i giorni. A Livorno, ad esempio c’è un’azienda, Kayser, che si è specializzata nell’interpretazione dei dati che provengono dai satelliti dei sistemi meteo, e monitora ad esempio l’intensità delle radiazioni solari sulla terra in tempo reale. Questo è utile per monitorare la pericolosità dell’esposizione al sole, e proprio un servizio di questo tipo lo erogano al ministero della Salute britannico. Ma gli stessi dati, se interpretati correttamente, possono rivelarsi utili in altri campi diversi dalla sanità: soltanto per fare un esempio potremmo citare il comparto delle installazioni dei pannelli fotovoltaici, o l’agricoltura, o il medicale. Un’altra realtà d’eccellenza è un’azienda, Aerospazio Tecnologie, che ha sede proprio qui in Toscana e che è tra le poche al mondo a sviluppare le camere che vengono utilizzate nello spazio per diversi tipi di test scientifici. E’ particolarmente evidente il legame tra dell’aerospazio e l’ecosistema di aziende innovative del territorio: è questo il valore aggiunto di Gate 4.0? Il fatto che l’aerospazio partecipi a questo distretto consente agli addetti ai lavori del settore di entrare in contatto con realtà specializzate in diverse applicazioni tecnologiche, e questa è la base per la cosiddetta “cross-pollinazione”, che tanti vantaggi può portare per l’R&D. Ed è una dinamica che funziona nelle due direzioni: le tecnologie in ambito spazio possono utilizzare le competenze in altri ambiti industriali, come i trasporti o la medicina, e le aziende “non space” possono utilizzare i risultati di alcune ricerche o soluzioni studiate in orbita. Una gran parte di queste possibilità di collaborazione, in ogni caso, riguarda l’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale, che è la competenza che probabilmente mette tutti d’accordo all’interno del nostro distretto e coinvolge trasversalmente gran parte delle realtà di Gate 4.0. Il 15 novembre ospiterete a Pisa un evento per il decennale del Ctna. Come l’avete pensato? Siamo onorati di ospitare una tappa del roadshow organizzato dal Cluster tecnologico nazionale dell’aerospazio. In questa occasione metteremo ovviamente in evidenza le nostre peculiarità, anche interdisciplinari, e cercheremo di dare visibilità ai casi d’uso in cui lo spazio aiuta altri settori produttivi, facendo leva sulla contaminazione trasversale delle tecnologie digitali. E in più, ovviamente, vogliamo mettere in evidenza la presenza “vitale” per il nostro territorio di un’azienda come Leonardo, che è un polo di attrazione per una serie di player più piccoli oltre che già di per sé una presenza che offre opportunità in modo diretto. Oltre a questo, ci farà piacere presentare il 15 novembre un risultato dal nostro punto di vista molto importante: il fatto cioè che Gate 4.0, insieme ai player dell’aerospazio che vi partecipano, fa parte di un consorzio totalmente toscano, Tuscany X.0, uno dei Poli europei per l’innovazione digitale. L’iniziativa fa parte del piano europeo Digital Europe, e qui siamo stati tra i primi a partire in Italia. Per una volta, i “campanili” si sono messi d’accordo: a questo progetto infatti partecipano tutti gli attori del trasferimento tecnologico nella Regione, comprese le associazioni di categoria e le università. L’obiettivo è quello di diventare l’unico aggregatore in Toscana in grado di indirizzare le aziende verso le soluzioni tecnologiche innovative e di frontiera, che possono far fare loro il salto di qualità.
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