LE RILEVAZIONI

Aumentano i prezzi dei notebook: in Italia rincari fra i più alti d’Europa

Secondo l’indice elaborato da Context è nella fase di lockdown che si sono registrati i maggiori ordinativi. L’impennata della domanda ha fatto però il paio con una carenza di scorte in molte aree e difficoltà nella catena logistica che hanno fatto lievitare il costo dei device

03 Giu 2020

Antonio Dini

Crescono i volumi di vendita e il valore dei computer portatili venduti in Europa occidentale durante la pandemia e il conseguente lockdown. È quanto emerge dalle rilevazioni di Context, che ha elaborato un nuovo indice in grado di superare la semplice media aritmetica tra fatturato totale del settore diviso per numero di unità venute. La società di analisi ha introdotto una metodologia che tiene conto infatti anche delle fluttuazione dei prezzi dei prodotti oltre che dei volumi di vendita.

Il risultato è un indice di tendenza dei prezzi su base settimanale, il Product Price Trend Index che consente anche di calcolare il prezzo medio di ciascun prodotto. L’indice ha una base uguale a 100 per la settimana zero, che corrisponde a quella di avvio della pandemia in ciascun Paese.

Sulla base dell’indice i Paesi dell’Europa occidentale mostrano una chiara tendenza alla crescita nelle dodici settimane di pandemia, con l’eccezione di Finlandia (indice a 99,7) e Belgio (99). L’Italia invece segna un indice di 104,1, con la Spagna a 102, la Gran Bretagna a 102,3, la Germania a 102,7, la Francia a 103,3, l’Austria a 105,4 e la Norvegia a 108,5.

L’aumento dei prezzi è dovuto a un mix di fattori diversi, dicono gli analisi di Context: aumento della domanda, vari costi che il canale ha dovuto assorbire per via dei lockdown nazionali e problemi di distribuzione.

La vendita dei computer portatili nelle ultime settimane ha comunque nettamente accelerato. Nelle quattro settimane che terminano il 17 di maggio secondo Context la crescita è stata del 77% anno su anno. E a maggio il mercato dei portatili business ha visto una crescita del 76% (484mila unità) e del 49% nel mercato consumer (329mila unità).

Secondo Marie-Christine Pygott, analista di Context, “buona parte di questa crescita è stata spinta dagli acquisti arretrati di marzo, quando il lockdown ha creato una domanda molto forte di strumenti portatili. Dopo due mesi di difficoltà di approvvigionamenti, a maggio il canale ha cominciato a rimettersi in pari, soddisfando anche gli ultimi ordini arretrati”.  Ci sono anche altre ragioni per la crescita che secondo la società di analusu derivano dal cambiamento della struttura del mercato: “Stiamo registrando anche una nuova domanda che arriva dal settore dell’educazione e da vari mercati verticali che stanno ripensando al modo con il quale si organizza il lavoro flessibile e da casa. Non è allo stesso livello del picco della crisi, a marzo, per questo ci aspettiamo di vedere un calo del tasso di crescita dei computer portatili nelle prossime settimane”.

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