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IL CASO

Microsoft fa causa a Foxconn: “Non ha pagato i diritti di utilizzo sui patent”

Redmond denuncia la violazione di un contratto del 2013. Secca la replica del numero uno dell’azienda cinese, Terry Gou: “Siamo assemblatori, non abbiamo l’obbligo di pagare loyalty”

13 Mar 2019

Patrizia Licata

giornalista

Tra Foxconn e Microsoft è guerra aperta sui brevetti e il pagamento delle relative royalty: il colosso americano del software ha fatto causa al più grande costruttore a contratto di prodotti di elettronica sostenendo che non ha pagato i dovuti diritti sull’utilizzo della proprietà intellettuale di Microsoft. Pronta la replica del gruppo taiwanese che ha categoricamente negato, proprio in quanto è solo un assemblatore, di avere alcun obbligo di pagare le royalty al gruppo americano.

Microsoft ha depositato la causa contro FIH Mobile Ltd, sussidiaria di Foxconn, presso il Northern District of California. Il colosso di Redmond accusa il produttore di Taiwan (che è anche il principale assemblatore degli Apple iPhone) di non aver versato i diritti sui brevetti Microsoft usati nei prodotti che assembla per numerosi clienti, tra cui un importante vendor cinese di cellulari.

Appena ricevuta comunicazione dell’azione legale di Microsoft, il fondatore e Ceo di Foxconn Terry Gou ha indetto una conferenza stampa a Taipei e fatto sapere che “la violazione dei brevetti” non tocca la sua azienda, la quale “non subirà praticamente alcuna perdita” per effetto della causa legale. Foxconn “non ha mai versato alcuna royalty sui brevetti a Microsoft”, ha chiarito Gou, perché,a suo parere, non deve farlo.

Secondo fonti sentite da Reuters, Gou è “furibondo” e pronto a dare battaglia. Il patron del costruttore taiwanese non vede perché un’azienda del software non vada a esigere le royalty sui brevetti dai vendor che usano quel software: “Non dovrebbero prendersela con chi assembla i prodotti”, secondo il Ceo di Foxconn.

Microsoft ha spiegato che l’azione legale riguarda i termini di un contratto sull’uso dei suoi brevetti che aveva firmato nel 2013 con Foxconn e che prevedeva delle regolari audit e la presentazione di costanti report sui device venduti contenenti i brevetti coperti dal contratto. Microsoft sostiene che Foxconn avrebbe dovuto versare le royalty su quei brevetti. “Microsoft è molto ligia nel rispettare i suoi impegni contrattuali e ci aspettiamo che le altre aziende facciano altrettanto”, ha dichiarato la casa di Redmond. “Le nostre relazioni commerciali con Hon Hai sono importanti e stiamo lavorando per risolvere la controversia”.

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