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LA TRIMESTRALE

Le vendite dell’iPhone sono troppo deboli, Foxconn in pericolo: utile a -15%

Il contractor di Taiwan soffre per la dipendenza da Apple, anche se continua a diversificare l’attività: ha acquisito un produttore di elettronica in California e quoterà a Shanghai la divisione delle attrezzature cloud e 5G

15 Mag 2018

Patrizia Licata

giornalista

Il rallentamento degli iPhone non ha effetto sui conti di Apple ma strapazza quelli di Foxconn Technology Group: il produttore con sede a Taiwan che assembla i prodotti di Cupertino ha registrato un calo di quasi il 15% dell’utile netto nel primo trimestre, un risultato peggiore di quello atteso dagli analisti e che risente direttamente della crescita a rilento (+3%) delle vendite di iPhone di Apple, il suo cliente numero uno.

Come riportato dal Wall Street Journal, Foxconn ha messo a segno un utile di 24,1 miliardi di TWD (dollari di Taiwan, circa 809 milioni di dollari Usa) nel trimestre gennaio-marzo, contro la media di 25,4 miliardi di TWD prevista in un sondaggio di S&P Capital IQ. L’utile netto nel primo trimestre 2017 era stato di 28,2 miliardi. Il fatturato è invece cresciuto del 5,5% a 1.000 miliardi di TWD.

Foxconn (formalmente Hon Hai Precision Industry Co.) è il più grande produttore mondiale di elettronica per conto terzi e assembla, tra l’altro, gli iPhone X. I suoi risultati sono guardati con attenzione perché danno, in qualche misura, il polso dell’andamento di Apple. Quest’ultima, tuttavia, è riuscita a bilanciare la timida crescita delle vendite di iPhone con la capacità di alzare il prezzo medio che ogni suo cliente è disposto a pagare.

In particolare, il prezzo maxi degli iPhone X (almeno 1.000 dollari) ha trainato la crescita di utili e ricavi permettendo alla Mela di chiudere l’ultimo trimestre con risultati superiori alle stime degli analisti: 61,14 miliardi di dollari di fatturato (+16% anno su anno), di cui il 65% generato fuori dagli Usa, utile netto di 13,82 miliardi (contro 11,03 miliardi un anno prima) e utile per azione a 2,73 dollari, in aumento del 30%. L’iPhone resta la prima macchina da soldi di Apple, con ricavi in crescita del 16% anno su anno a 38,03 miliardi, nonostante i volumi di vendita siano aumentati solo del 3% a 52,2 milioni di unità (meno degli attesi 52,5 milioni).

L’anno scorso Foxconn dipendeva da Apple per circa il 54% del fatturato, secondo Arthur Liao, analista di Fubon Research. Il presidente di Foxconn, Terry Gou, lavora per ridurre tale quota, allargare l’attività di contractor a più marchi e cominciare a vendere prodotti di elettronica anche col proprio marchio. Foxconn ha acquisito la giapponese Sharp nel 2016 e, a marzo di quest’anno, una sua divisione ha annunciato che rileverà per 866 milioni di dollari Belkin International, produttore californiano di elettronica di consumo; un’altra divisione di Foxconn, che fabbrica attrezzature per servizi di cloud computing e robot industriali, ha depositato i documenti per procedere con la quotazione alla Borsa di Shanghai in cerca di nuovi capitali per progetti legati al 5G.


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