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LE RILEVAZIONI SUL CAMPO

Driverless car, Google senza rivali. Apple molto indietro, ma tenta la rincorsa

Nei test su strada in California il colosso di Mountain View, con il suo spin-off Waymo, ha percorso 1,2 milioni di miglia nel 2018 e stacca la diretta concorrente, Cruise di General Motors. La Mela ha appena 80.000 miglia all’attivo ma è la terza società del driverless più attiva, mentre Uber cede il passo

27 Feb 2019

Patrizia Licata

giornalista

Waymo di Google è la regina indiscussa dello sviluppo dell’auto driverless, ma General Motors, con la sua start-up Cruise, insegue veloce e Apple, pur distante, si è messa alla rincorsa. E’ quanto rivelano i dati pubblicati dal dipartimento dei Trasporti della California (California Department of motor vehicles, Dmt) sull’andamento dei test con le auto autonome sulle strade dello stato americano.

Waymo, spin-off di Google dedicato alle tecnologie per veicoli autonomi, ha all’attivo 1,2 milioni di miglia percorse sulle strade pubbliche della California nel 2018, mentre Cruise ha coperto 447.621 miglia e Apple ne ha totalizzate 79.745. La Mela è molto lontana dalle leader ma è comunque la terza società più attiva in California nei test driverless per miglia percorse l’anno scorso. Apple usa 62 veicoli autonomi, Cruise 162, Waymo non ha svelato cifre sul numero delle auto che utilizza.

La legislazione della California permette le prove su strada delle driverless car, purché in condizioni controllate: nel veicolo, per esempio, c’è sempre un pilota in carne ed ossa pronto ad assumere i comandi in caso di necessità. Le aziende che testano le auto autonome in California devono anche sottomettere alle autorità una serie di report sull’andamento dei test, comunicando sviluppi e eventuali incidenti, compreso un parametro chiamato “disengagement”, ovvero il numero di volte in cui il pilota deve riprendere il controllo per motivi che vanno da un malfunzionamento software alla percezione di un rischio che l’auto-robot potrebbe non saper gestire.

Sul disengagement i report delle aziende del driverless variano molto. Waymo vanta una media di un disengagement ogni 11.000 miglia percorse nel 2018; Cruise ne ha effettuati in media uno ogni 5.200 miglia; Apple uno ogni 1,15 miglia. Uber, che l’anno scorso ha coperto con i test dei suoi veicoli automatizzati 26.800 miglia totali, ha una media ancora peggiore: appena 0,4 miglia per ogni disengagement.

Per gli esperti è un dato solo parzialmente indicativo. I disengagement non sono chiaramente definiti dalla legge californiana sulla sperimentazione della guida autonoma e le società del driverless non inseriscono nei loro report tutti gli interventi effettuati, ma solo quelli che, a loro detta, hanno implicato reale pericolo o problemi nel software. Così, mentre Waymo sostiene che i suoi risultati dimostrano che i sistemi driverless di Mountain View sono sempre più abili nel districarsi nelle condizioni di guida reale, Apple sottolinea che il suo approccio è improntato alla prudenza e che i suoi report al Dmt includono tutti gli interventi umani possibili, anche quelli che le altre aziende non riferiscono. Apple classifica internamente i disengagement in base alla gravità e quelli veramente “importanti”, dice, sono solo uno ogni 2.000 miglia.

In tutto sono 48 le aziende che lavorano sul driverless inserite nella lista del dipartimento dei Trasporti californiano. Tra queste figurano i costruttori Toyota, Nissan e Mercedes e le startup Zoox, Nuro, Drive.ai e Pony.ai. Ford, Tesla, Lyft e Bosch hanno indicato alle autorità californiane di non aver svolto alcun test di veicoli autonomi nel 2018. Il Dmt ha anche riferito che per ora Uber non ha rinnovato i necessari permessi. In totale nel 2018 hanno circolato sulle strade pubbliche californiane 467 auto-robot che hanno percorso 2 milioni di miglia con 143.720 disengement.

Apple ha riunito le sue iniziative sulla guida autonoma nel Project Titan. L’iniziale progetto di produrre anche l’hardware è stato abbandonato: ora Apple fa solo il software. In linea col cambio di rotta, a gennaio l’azienda ha ridimensionato il team al lavoro sull’auto autonoma e ha affidato il team a Doug Field, un ex di Apple rientrato in azienda dopo aver lavorato per Tesla.

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