L'INDAGINE

Dvb-T2, televisori da sostituire per 4 milioni di famiglie, 80mila ci rinunceranno

Il nuovo standard di trasmissione impone la sostituzione di un numero elevato di dispositivi o l’acquisto di decoder ad hoc da settembre 2021. Secondo il rapporto commissionato da Facile.it a mUp Research e Norstat in pochi sanno che esiste un bonus

27 Mar 2020

Domenico Aliperto

Pile of old televisions

Sono circa quattro milioni le famiglie che non hanno in casa alcun televisore compatibile con il nuovo standard di trasmissione televisivo Dvb-T2 e che pertanto dovranno necessariamente cambiare apparecchio o dotarsi di decoder, mentre 80 mila nuclei familiari faranno a meno dell’apparecchio Tv al momento dello switch. A dirlo è l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, secondo la quale il 20,9% dei rispondenti dovrà mettere mano al portafogli per adeguare i propri televisori al cambiamento che prenderà il via a partire da settembre 2021. Una transizione che durerà fino al 20 giugno 2022, quando la ricezione dei programmi Tv sarà possibile esclusivamente con televisivi o decoder di nuova generazione, ossia dotati dei nuovi standard trasmissivi e di codifica Dvbt 2. Come sottolinea il Mise, dall’1 settembre 2021, soltanto i televisori e i decoder di prima generazione, ossia quelli che non permettono la visione di programmi in alta definizione (Hd) dovranno essere sostituiti.

Secondo l’analisi di Facile.it, il numero totale di famiglie che hanno almeno un apparecchio non compatibile con il nuovo standard è pari a circa 11 milioni (il 58,8% dei rispondenti). Questo valore potrebbe aumentare ulteriormente, sottolinea Facile.it in una nota, se si considera che il 25,2% degli intervistati ha dichiarato di avere in casa almeno un televisore per il quale non sa dire se sia o meno compatibile con il nuovo modo di trasmissione. Nonostante già dal 2017 sia proibita la vendita al dettaglio di apparecchi non compatibili con il nuovo standard, quasi un rispondente su tre tra quelli che dovranno acquistare un nuovo Tv (pari a 3.300.000 famiglie) ha dichiarato che l’apparecchio da cambiare è stato acquistato meno di tre anni fa, evidenziando quindi comportamenti commerciali scorretti da parte dei venditori.

Come funziona il bonus

Per alleggerire il peso del cambiamento sulle economie familiari è stato varato il cosiddetto Bonus Tv, un contributo da 50 euro per l’acquisto di un nuovo apparecchio televisivo o di un decoder destinato a chi ha un Isee inferiore ai 20 mila euro, ma non tutti conoscono il provvedimento e, anche fra chi lo conosce, non tutti saranno in grado di usarlo. Tutti i Tv e decoder che possono essere acquistati con il bonus sono già conformi agli standard trasmissivi della nuova televisione e quindi potranno ricevere le trasmissioni in onda dal settembre 2021 e anche tutte quelle in onda a partire dal giugno 2022.

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Sebbene, come messo in luce dell’indagine, il 60,3% dei rispondenti abbia dichiarato di aver sentito parlare dell’incentivo, quasi un rispondente su due ha ammesso di non sapere come questo funzioni; uno su quattro (26,1%) di non rientrare nei parametri necessari per usufruirne. A livello territoriale, la percentuale di chi ha diritto al Bonus e intende servirsene varia tra il 20,9% rilevato al Nord Ovest e il 30,5% al Sud e nelle Isole.

Le scelte degli italiani

Cosa faranno quindi gli italiani che hanno in casa televisori non compatibili? La maggior parte delle famiglie intervistate (43%) ha dichiarato che comprerà un decoder, il 31% acquisterà un nuovo apparecchio, mentre il 21,7% non ha ancora deciso. Interessante notare come, probabilmente per ragioni economiche, il 4,3% dei rispondenti abbia detto che, semplicemente, rinuncerà al televisore, funzionante, ma non più compatibile. Se si riduce il campione di analisi alle famiglie che hanno un solo televisore in casa e per di più non compatibile con il nuovo standard, il 32,5% opterà per l’acquisto di un decoder, il 30,4% ha dichiarato che comprerà una nuova televisione, mentre il 29,8% non ha ancora scelto cosa fare. Forse un po’ a sorpresa, il 7,3% del campione, pari come detto a circa 80 mila famiglie, dichiara che, quando partirà il nuovo standard di trasmissione, farà a meno dell’apparecchio Tv.

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