SCENARI

Gpu, prezzi in picchiata. La crisi dei chip sta per finire?

Domanda in calo anche per effetto di un cambio nel mining di Ethereum. Inflazione, guerra e Covid rendono lo scenario incerto e qualche analista teme il rischio sovracapacità

26 Apr 2022

Patrizia Licata

giornalista

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C’è un primo segnale di allentamento della crisi dei chip: il recente calo dei prezzi delle Gpu (graphics processing units) potrebbe presagire l’uscita dalla morsa della penuria di microprocessori che ha pesantemente rallentato la produzione di smartphone, automobili e altri dispositivi che ormai dipendono dalla connettività e dalle capacità di elaborazione dei dati.

Diversi chipmaker, tra cui Intel e Qualcomm, si preparano a pubblicare le ultime trimestrali e gli analisti di mercato guarderanno attentamente a questi segnali e ai fattori macroeconomici che ancora potranno influire sull’offerta e la domanda di chip, come l’inflazione, che indebolisce la spesa dei consumatori, i lockdown in Cina dovuti a una recrudescenza di casi di Covid, e la guerra in Ucraina.

Prezzi dei chip grafici sempre meno “premium”

Intanto, il calo dei prezzi dei chip grafici è stato studiato dagli analisti di Baird, che hanno di conseguenza abbassato il rating del produttore di Gpu Nvidia a “neutral”. Finora quest’anno le azioni Nvidia sono scese del 31% e quelle della rivale Amd del 37%, a fronte di una flessione del 22% del Philadelphia SE Semiconductor Index.

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Le unità di elaborazione grafica vengono ancora vendute a un prezzo premium, ma con un trend fortemente in calo. L’analista di Susquehanna, Christopher Rolland, all’inizio di questo mese ha affermato che il mark up sul prezzo al dettaglio suggerito dal produttore o sul prezzo consigliato è sceso al 41% dal 77%.

Il notiziario online specializzato sull’hardware 3DCenter, che tiene traccia dei prezzi dei chip grafici in Europa, ha riferito che il prezzo di Radeon Rx6000 di Amd e quello di GeForce Rtx30 di Nvidia, entrambi utilizzate per il gaming, sono scesi a meno del 20% sopra il prezzo consigliato, contro l’80% dell’inizio del 2022.

Gli effetti del nuovo mining di Ethereum

Un’indagine condotta dall’agenzia di informazione Reuters ha rilevato che le schede grafiche GeForce di Nvidia sono rimaste in gran parte esaurite presso rivenditori come BestBuy e Newegg Commerce, segnalando che l’offerta è ancora inferiore alla domanda. Ma gli analisti di Baird notano che se le aziende dell’elettronica che acquistano chip si aspettano che i prezzi scendano ulteriormente, cominceranno a ridurre scorte e acquisti e a fare ulteriore pressione sui prezzi.

La domanda di Gpu potrebbe anche diminuire per una modifica sul funzionamento della criptovaluta Ethereum che è prevista per la seconda metà dell’anno e si tradurrà in una riduzione della domanda di chip grafici per i computer utilizzati oggi per estrarre la criptovaluta.

L’impatto sugli altri microprocessori

Non è detto, tuttavia, che la flessione dei prezzi delle Gpu si rifletta sull’intero settore dei chip.

Secondo Kinngai Chan, analista del Summit Insights group, l’attenuazione della domanda dai mercati dei Pc e degli smartphone sta comportando un calo dei prezzi di altri chip, come Cpu all’avanguardia e alcuni chip di memoria. Si potrebbe verificare anche una sovracapacità di chip di generazioni precedenti per device non nuovi nella seconda metà di quest’anno.

Al contrario Bank of America ha affermato che la debolezza nei segmenti dei giochi o del mining di criptovalute potrebbe essere bilanciata dalla forza della domanda di chip grafici nei data center e ha ribadito il rating “Buy” per Nvidia.

C’è un rischio sovracapacità?

In questo contesto i principali produttori di chip, tra cui Intel e Tsmc, hanno messo in campo progetti multimiliardari di espansione della capacità produttiva. Per Dan Hutcheson, esperto di TechInsights, è possibile che si finisca per arrivare a un eccesso di offerta: “Tra tutti gli investimenti in mega-fabbriche annunciati e le previsioni su una carenza che continuerà fino al 2023-2024 abbiamo sempre detto che il rischio è da mettere in conto”.

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