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NUOVE TECNOLOGIE

Guerra del travel, blockchain l’arma dell’industria contro Expedia & Co.

Lufthansa e citizenM guidano le iniziative delle compagnie aeree e delle grandi catene alberghiere per riprendersi i dati dei clienti e eliminare le commissioni degli aggregatori online. “Potenziale altissimo, blockchain è senza intermediario by design”

10 Apr 2018

Patrizia Licata

giornalista

Compagnie aeree e grandi catene di hotel sono pronte a usare la blockchain per riassumere il controllo dei dati dei loro clienti, migliorare l’offerta e ridurre i costi. Dalla tedesca Lufthansa agli alberghi neozelandesi citizenM, alcuni grandi gruppi del settore viaggi cercano l’alleanza delle startup innovative per mettere la tecnologia della catena di blocchi al servizio del business e eliminare il ruolo dei grandi intermediari di Internet come Amadeus, Expedia e Booking che si sono imposti sul mercato delle prenotazioni di viaggi e vacanze.

Gli intermediari online trattengono commissioni che arrivano al 25% del prezzo di un volo aereo o di una camera d’albergo. La blockchain, che funziona come sistema di registrazione digitale automatizzata e distribuita, può servire a collegare direttamente gli attori dell’industria travel con i clienti finali migliorando al tempo stesso il servizio, per esempio la gestione dei ritardi sui voli o il tracciamento dei bagagli. “Vediamo grande potenziale nella blockchain proprio per la sua caratteristica di sistema decentrato che elimina l’intermediario by design“, ha dichiarato Xavier Lagardere, capo della distribuzione di Lufthansa Group Hub Airlines, all’agenzia Reuters.

Lufthansa, Air New Zealand e la catena di hotel citizenM hanno stretto un partnership con la no-profit svizzera Winding Tree, la cui piattaforma di distribuzione blockchain permette a compagnie aeree e catene alberghiere di pubblicare i dati sulle disponibilità di voli e camere ai loro clienti senza usare i sistemi di aggregazione oggi forniti da provider globali per il segmento business come Sabre, Amadeus e Travelport, su cui si appoggiano le agenzie di viaggio e i sistemi di prenotazione aziendali, o da piattaforme consumer come Expedia e Booking.

Per l’industria del travel non si tratta solo di ridurre le tariffe di utilizzo degli intermediari ma di tornare in possesso dei dati dei clienti: alcune compagnie aeree si sono lamentate di non riuscire, per esempio, ad accedere ai contatti dei clienti che prenotano voli tramite terze parti e che sono essenziali in caso di ritardi o cancellazione dei voli. I dati sono irrinunciabili anche per disegnare nuove offerte in linea con le richieste del mercato.

La blockchain offre ora ai grandi gruppi dei viaggi la soluzione per un problema più volte sollevato: dal 2015 Lufthansa fa pagare le prenotazioni effettuate tramite aggreggatori online; anche Air France-Klm ha rinegoziato i suoi accordi con gli intermediari. Questo mese il gruppo degli hotel Marriott ha annunciato che tratterà con le agenzie di viaggio, partendo da Expedia, un abbassamento delle fees.

Il risultato non è la scomparsa degli intermediari ma, afferma il Ceo di Winding Tree, Maksim Izmaylov, la modifica del loro modello di business sulla spinta della nuova tecnologia: “Le regole del gioco stanno cambiando e Winding Tree intende collaborare anche con gli intermediari”. Ma l’esito appare scontato: le commissioni dovranno abbassarsi; secondo Izmaylov scenderanno al 5% contro il 20-25% attuale.

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