Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

IL CASO

Huawei, nubi sul primo Mate 5G: c’è da sciogliere il “nodo Android”

Il colosso cinese dovrebbe presentare la nuova linea di smartphone top di gamma il 18 settembre. Pesa però l’incertezza sulle licenze su app e servizi – come Maps – che Google non può concedere a causa del ban del governo Trump

29 Ago 2019

D. A.

Huawei è pronta a lanciare il nuovo Mate 30, lo smartphone di fascia alta equipaggiato con l’hardware necessario al collegamento con la rete 5G, ma sulla commercializzazione pende la spada di Damocle della piena efficienza del sistema operativo: a causa del ban imposto dal governo degli Stati Uniti ai gruppi tecnologici che collaborano con il colosso cinese, Google non può infatti concedere la licenza su app e servizi, di fatto azzoppando il prodotto di punta di Huawei, che potrebbe non essere in grado di offrire applicazioni ormai considerate irrinunciabili come Maps.

Stando a quanto riporta Reuters, che cita una fonte informata dei fatti, il secondo produttore di smartphone al mondo è comunque pronto a svelare la nuova linea il 18 settembre a Monaco, ma non è chiaro quando i dispositivi saranno messi in vendita.

Quello del Mate 30 sarà il primo grande lancio da quando l’amministrazione del presidente americano Donald Trump ha inserito la società nella lista nera, a metà maggio, sostenendo che è coinvolta in attività che compromettono la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Accuse da sempre rimandate al mittente dal Huawei, che nel frattempo deve affrontare una situazione sempre più delicata: questa settimana il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha ricevuto più di 130 domande da parte di aziende per licenze per vendere prodotti statunitensi al gruppo, ma nessuna è stata concessa.

“Huawei continuerà a utilizzare il sistema operativo Android e l’ecosistema se il governo degli Stati Uniti ci consente di farlo”, ha detto a Reuters il portavoce dell’azienda Joe Kelly. “Altrimenti, continueremo a sviluppare il nostro sistema operativo e il nostro ecosistema”. Huawei all’inizio di questo mese ha infatti annunciato l’eventualità della sostituzione di Android con il proprio sistema operativo mobile, soprannominato Harmony. Ma analisti e dirigenti Huawei sono scettici sul fatto che sia ancora una valida alternativa ad Android. Parlando a una conferenza stampa al One World Trade Center di New York, Vincent Pang, vicepresidente senior e consigliere di amministrazione di Huawei, ha confermato che “I nostri nuovi telefoni saranno ancora basati su Android. Vogliamo mantenere uno standard, un ecosistema, una tecnologia”. Lapidario, d’altra parte, il commento dell’analista indipendente Richard Windsor: “Senza i servizi Google, nessuno acquisterà il dispositivo”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 3