I robot casalinghi? Dovranno essere espressivi e simpatici - CorCom

LA RICERCA

I robot casalinghi? Dovranno essere espressivi e simpatici

L’University College London delinea le caratteristiche necessarie degli automi pensati per vivere fra le mura domestiche. L’efficienza non basterà: sarà la componente emotiva a fare la differenza

22 Ago 2016

An.F.

Non solo efficienza, ma anche simpatia ed espressività. Dovranno essere queste le caratteristiche migliori dei robot “casalinghi”, ossia quelli programmati per vivere in casa e assistere le persone durante la quotidianità. Lo indica la ricerca condotta dal gruppo dell’Interazione Computer-Uomo dell’University College London coordinato dalla ricercatrice Adriana Hamacher, che mette però in guardia da quello che potrebbe essere un rovescio della medaglia: per i più suggestionabili la differenza tra umani e macchine potrebbe non essere più chiara, tanto che potrebbero arrivare a mentire a un robot per non offenderne i sentimenti.

Questo dubbio deriva dai risultati dell’esperimento condotto dai ricercatori, in collaborazione con l’università britannica di Bristol. Un robot maldestro è stato predisposto per aiutare a preparare una frittata, con il compito di passare uova, sale e olio. Ma di tanto in tanto un uovo è finito in terra e regolarmente il robot ha cercato di rimediare all’errore. “L’obiettivo era capire come un robot che commette un errore possa recuperare la fiducia di un utilizzatore”, spiega Hamacher.

È emerso così che gli esseri umani collaboravano più volentieri con i robot capaci di espressioni facciali. In questi casi erano infatti disposti a perdonare ogni errore e a tollerare una maggiore lentezza nell’eseguire i compiti. Alcuni, infine, sarebbero perfino stati anche disposti ad assumere il robot pasticcione come assistente in cucina, pur di non vedere la sua espressione triste.

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