LA TRIMESTRALE

Samsung, il business dei chip traina i conti: utile a +2,7%

Le stime della casa coreana tengono conto dell’effetto coronavirus: la domanda dai data center si è impennata. Ma gli analisti prevedono che la pandemia causerà un calo delle vendite di smartphone dell’8%

07 Apr 2020

Patrizia Licata

giornalista

Samsung annuncia stime ottimistiche sui risultati del primo trimestre: nonostante gli impatti economici del coronavirus e le interruzioni sulla catena logistica dell’elettronica di consumo, il colosso sud-coreano prevede un utile operativo di 6,4 trilioni di won coreani (5,23 miliardi di dollari) nei tre mesi terminati a marzo, con una crescita del 2,7% rispetto al periodo corrispondente del 2019. Si tratta di un dato superiore alle attese degli analisti (6,2 trilioni di won), secondo le stime di Refinitiv SmartEstimate riportate da Reuters.

Samsung ha anche dichiarato che si attende un fatturato consolidato di 55 trilioni di won nel primo trimestre, in crescita del 5% anno su anno.

La casa sudcoreana è nota per gli smartphone ma è anche il maggior produttore mondiale di memory chip, da cui dipende oltre la metà del suo utile. A metà marzo, all’annuale meeting generale di Samsung a Seul, il Ceo Kim Ki-nam ha affermato che il coronavirus probabilmente causerà una flessione globale delle vendite di smartphone, con un impatto anche sulla casa coreana, ma il mercato dei semiconduttori vivrà un incremento della domanda, in particolare per il segmento dei chip di memoria, grazie alla crescita della domanda che arriva dai data center e dalle nuove reti 5G.

Spinta dagli acquisti di chip per data center

L’epidemia di coronavirus rischia di produrre un impatto sulla domanda di smartphone e altri prodotti di elettronica di consumo. Alcune fabbriche e alcuni negozi di Samsung sono rimasti temporaneamente chiusi, ma l’azienda sudcoreana non ha fornito previsioni sull’utile e il fatturato con dati scorporati per i vari segmenti di business.

Tuttavia Samsung produce la maggiori parte dei suoi smartphone in Sud Corea, Vietnam e India e non subisce il pesante l’effetto delle interruzioni della supply chain cinese (benché anche l’India abbia adottato misure di lockdown). E i chip sono prodotti soprattutto nelle fabbriche domestiche. La relativa forza della valuta coreana, le misure per la riduzione dei costi attuate da Samsung e la domanda sostenuta per i chip di memoria continueranno dunque a trainare i risultati dell’azienda, commenta SK Kim, direttore esecutivo e analista di Daiwa Securities.

Kim ha spiegato al programma Squawk Box di Cnbc che l’epidemia di coronavirus costringe molte persone a lavorare da casa e fare acquisti online. Questo dà una spinta notevole alla domanda di chip di memoria per i data server, che supportano molti servizi Internet. “Ciò continuerà a far salire il prezzo dei memory chip nel secondo trimestre, annullando gli effetti della debolezza nella vendita di dispositivi mobili e televisori” per Samsung, ha affermato Kim.

Soffre il segmento smartphone

L’attività legata ai semiconduttori è quella che garantisce a Samsung la redditività: secondo Sanjeev Rana, senior analyst di Clsa, circa il 65% dell’utile totale dell’azienda sudcoreana è generato dai chip. Rana, sentito da Cnbc, pensa che gli utili di Samsung nel business dei semiconduttori dovrebbero registrare una buona crescita trimestre-su-trimestre e che il prezzo di vendita medio per i memory chip destinati a computer e server dovrebbe aumentare rispettivamente del 10% e del 20% da trimestre a trimestre grazie all’aumento della domanda. I chip di memoria per smartphone cresceranno invece intorno al 5%.

“Ciò significa che il secondo trimestre dovrebbe essere ancora piuttosto positivo, almeno per il ramo semiconduttori”, ha detto Rana. “Preoccupa di più il segmento smartphone a causa delle misure di chiusura e distanziamento sociale e gli impatti avversi del coronavirus”.

Per l’intero 2020 Rana prevede un calo dell’8% nelle vendite globali di smartphone e Samsung potrebbe subire un impatto della stessa portata.

Più cauto sulle prospettive di lungo termine dell’industria dei semiconduttori CW Chung, direttore della ricerca in Corea di Nomura: le esportazioni dei produttori coreani di chip sono aumentate ad aprile (come già riportato da CorCom) e il trend si manterrà inalterato nel secondo trimestre, con incremento sia delle vendite sia del prezzo medio. Ma se la pandemia continuerà per tutto l’anno, anche il business dei chip potrebbe soffrire e chiudere il 2020 in flessione perché i prezzi torneranno a scendere.

Nuova nomina in Italia: focus sulla Digital Transformation

Intanto la filiale italiana di Samsung ha annunciato la nomina di Massimo Bullo in qualità di Head of Digital Transformation.

Riportando direttamente al Presidente Sung Taek Lim, Massimo guiderà un team deputato a definire e implementare, in accordo con il top management, la strategia di digital transformation dell’azienda: una cabina di regia per le funzioni digital aziendali, un diretto controllo delle funzioni di e-commerce e Crm, nonché una forte collaborazione con le divisioni commerciali e le loro strutture di vendita online dedicate.

Massimo Bullo arriva in Samsung dopo un’esperienza nel ruolo direttore Marketing in Nintendo Italia. Precedentemente, ha lavorato in ambito trade marketing e marketing presso le Società Haribo e Ferrero.

Massimo è laureato in Marketing e Comunicazione presso l’Università degli Studi di Padova, con un master in Marketing Management presso la ISTUD Business School, e un Master MBA Executive presso la Business School del Sole 24 Ore.

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