SCENARI

Le chip company in volata grazie all’impennata dei device

Gli acquisti di dispositivi per lo smart working e la crescita dei servizi online stanno facendo lievitare il business. Occhi puntati su Samsung, ma i dati sulle esportazioni sudcoreane sono già incoraggianti

31 Mar 2020

Patrizia Licata

giornalista

La pandemia di coronavirus mette a dura prova l’economia globale, con le aziende tecnologiche che rivedono le loro guidance e i titoli hitech che soffrono in Borsa. Fanno eccezione i produttori di chip : lo smart working traina le vendite di dispositivi connessi per lavorare in modo efficiente da remoto; in aggiunta, le misure di contenimento del virus che costringono le persone a casa stanno facendo schizzare le attività di e-commerce e di altri servizi online, spingendo la domanda di cloud storage e quindi di server. I chipmaker vedono rosa.

Per i chipmaker ripresa più veloce

La scorsa settimana Micron ha riportato utili di 405 milioni di dollari che hanno superato del 24% le stime dei Wall Street e ha indicato di aspettarsi nei prossimi mesi ricavi più solidi di quanto precedentemente previsto. Il report del produttore americano ha generato ottimismo sul mercato: investitori e analisti pensano che tutto il segmento dei semiconduttori possa vivere una fase di crescita.

“Sicuramente la domanda di chip per server è in aumento perché le persone acquistano dalle piattaforme online e lavorano da casa con i computer portatili”, ha affermato su Bloomberg Lee Seung-Hoon, head of equity di DB Asset Management. “Nell’industria tecnologica, la domanda di cellulari e elettrodomestici sta andando male, ma questo nuovo trend suggerisce per i chipmaker una ripresa molto più veloce che per altri settori hitech una volta che la fase di emergenza sanitaria sarà superata”.

Samsung, crescita dai data center

Gli occhi del mercato sono ora puntati su Samsung, il maggior produttore mondiale di chip di memoria, che fornirà la prossima settimana il report preliminare sui suoi risultati trimestrali. Si attendono anche i dati della connazionale SK Hynix. Le due aziende daranno il polso della situazione.

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A metà marzo, all’annuale meeting generale di Samsung a Seul, il Ceo Kim Ki-nam ha affermato che il coronavirus probabilmente causerà una flessione globale delle vendite di smartphone, con un impatto anche sulla casa coreana, ma il mercato dei semiconduttori vivrà un incremento della domanda, in particolare per il segmento dei chip di memoria, grazie alla crescita della domanda che arriva dai data center e dalle nuove reti 5G. Anche per l’americana Intel i data center sono stati il traino dei conti nel report presentato a gennaio e relativo all’ultimo trimestre del 2019.

Possibile guadagno del 20% nel secondo trimestre

I dati provvisori sulle esportazioni coreane di semiconduttori risultano in crescita a marzo, continuando la ripresa già mostrata a fine 2019. Queste indicazioni contrastano con la flessione registrata dal Bloomberg Asia Semiconductor Index, dovuta ai timori che il coronavirus crei interruzioni sulla catena logistica e colpisca gravemente la domanda.

D’altro canto DRAMeXchange, che riporta trend e peezzi sui mercati dei chip Dram e Flash Nand, ha innalzato la previsione di prezzo per i chip Dram per server nel secondo trimestre 2020 portandolo a un guadagno del 20%, rispetto al precedente forecast di +15%, citando la crescita della domanda dai produttori di server e dai fornitori di servizi cloud.

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