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LO STUDIO

Effetto Brexit sulle vendite di Pc: -2,4% in Europa occidentale

Context rileva un crollo sul segmento consumer (-11,3%), soprattutto nei paesi dove è bassa la fiducia a causa del contesto economico-politico: in Uk la contrazione è del 17,6%. Tiene il segmento business, dove le vendite sono aumentate del 4,6%; l’Italia è sopra la media

11 Apr 2019

Patrizia Licata

giornalista

Il mercato dei Pc dell’Europa occidentale ha registrato nel primo trimestre 2019 una contrazione del 2,4% dei volumi distribuiti rispetto allo stesso periodo del 2018, secondo gli ultimi rilevamenti della società di It market intelligence Context. La domanda è particolarmente debole nel segmento consumer, dove la contrazione è dell’11,3%: i consumatori continuano a spostarsi verso nuove tipologie di device, come gli smartphone, ormai veri Pc in formato tascabile capaci di sostituirne tutti i compiti essenziali per la vita di tutti i giorni. Nel dettaglio, le vendite dei desktop sono in calo del 7,6% mentre quelle dei notebook scendono del 12,1%.

Il calo generalizzato dei Pc è stato esacerbato dagli effetti delle condizioni economiche e politiche in alcuni paesi, notano gli analisti di Context: per esempio in Uk la fiducia dei consumatori è ai minimi per le incertezze legate alla Brexit e le vendite di Pc consumer sono scivolate del 17,6%.

Ma la Gran Bretagna non è da sola: le vendite sul segmento consumer sono crollate del 19,2% in Germania, del 18,5% in Austria, del 15,4% nei Paesi Bassi e dell’11% in Francia. Meno marcata, ma con prestazioni inferiori alla media, la contrazione in Italia (-5,8%).

Al contrario, continua a godere di buona salute il segmento business: i volumi di Pc venduti a aziende e professionisti nel primo trimestre 2019 sono aumentati del 4,6%. Il dato è in linea con quello degli scorsi trimestri; a tenere viva la crescita c’è la fine del supporto per Windows 7 all’inizio del 2020, che spinge a rinnovare il parco dei terminali. I notebook a fanno la parte del leone, con volumi cresciuti del 6,6%, mentre i desktop si fermano a un fragile +0,6%. Marcata la crescita delle vendite per le workstation (+11,3% per quelle con sistemi mobili e +4,9% per i sistemi fissi).

L’Italia è tra i paesi con gli incrementi più sostenuti delle vendite sul segmento commerciale (+16,4%). Meglio ancora fanno Irlanda (+22%), Portogallo (+20,1%), Danimarca (+17,3%); più contenuta la crescita dei Pc per gli utenti business in Germania (+7,6%), Svezia (+7,4%) e Uk (+4%); negativi i risultati in Spagna (-6,6%), Paesi Bassi (-7%) e Svizzera (-2,4%).

In uno studio dello scorso marzo Context ha rilevato un incremento del 6% del fatturato dei Pc in Europa occidentale, per un valore complessivo di 2 miliardi di euro, sulla scia del +5% registrato nel 2018. A spiegare la crescita è l’aumento del prezzo medio (622 euro), che compensa la sostanziale stagnazione dei volumi di vendita nel 2018 e il calo di inizio 2019. Belgio, Italia e Portogallo, sono i paesi in cui i ricavi sono aumentati a ritmo più sostenuto, rispettivamente con un +31,8%, un +16,6% e un +16,4%. Seguono Austria (+13,3%), Germania (+5,6%), Regno Unito (+9,1%) e Francia (+1,5%); in negativo Svizzera (-0,8%), Olanda (-0,6%) e Spagna (-0,2%).

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