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SCENARI

5G, appello delle telco a Bruxelles: “La futura Europa cambi passo. O sarà tagliata fuori”

Una nuova politica industriale al centro delle richieste lanciate nel corso dell’Etno Summit che riunisce i Ceo dei maggiori player: “Serve una semplificazione dei processi per lo sviluppo di nuove reti”. Stimolo alla domanda, limiti elettromagnetici pro-innovazione, strada spianata all’installazione di microcelle tra i capisaldi di una strategia a sostegno della digital transformation

15 Ott 2018

Una nuova politica industriale per la prossima Commissione europea. Che semplifichi i processi per lo sviluppo di nuove reti e incentivi la domanda di servizi innovativi. O l’Europa richierà di perdere la partita mondiale del 5G. E’ questo il messaggio che i Ceo delle principali aziende Tlc lanciano a Bruxelles nel corso del Summit FT-Etno di oggi. Serve, dicono i numeri uno di Tim, Deutsche Telekom, Telefonica, Telia, Altice Portugal, Proximus, un nuovo corso che rilanci quanto intrapreso finora, ma alzando la scommessa sulla leadership digitale: “Con il 5G e l’AI alle porte il panorama delle reti e servizi sta per essere rivoluzionato. Ma gli investimenti nelle reti di nuova generazione, che permetteranno all’Europa di mantenere la propria forza competitiva, sta pesando in misura sempre maggiore  sul fatturato delle telco”. Stimolo alla domanda di connettività, limiti elettromagnetici pro-innovazione, strada spianata all’installazione di microcelle tra i capisaldi di una nuova strategia.

La spesa delle telco europee tocca tassi del 5% dal 2010, gli investimenti annui quota 47 miliardi: “Un’assenza di politiche mirate renderà questi sforzi insostenibili sul lungo periodo”.

Il valore della data economy si stima che varrà 739 miliardi entro il 2020, il 4% del Pil europeo. Le industrie europee e le telco in particolare stanno evolvendo verso nuovi business model basati sui dati. “Se la regolamentazione non ostacola questa direzione, si assisterà a un rafforzamento della relazione di fiducia con i clienti” dice Etno.

Ma questo richiede che l’Europa stia al passo: si stima che gli utenti 5G in Asia domineranno con 900 milioni di utenti nel 2025 contro i 178 milioni in Europa. I brevetti sono in mano in grande maggioranza ai player asiatici (Cina e Corea con il 61%) contro il 18 degli Usa e il 10 dell’Europa.

Serve dunque una politica di riduzione di costi che faciliti il roll out e l’attivazione di reti, promuovendo gli investimenti in innovazione, in modo che la tecnologia possa potenziare la crescita economica sostenibile e una migliore qualità della vita. Nuovi servizi e sviluppo delle infrastrutture devono essere prioritari: questo passa da un allineamento delle ambizioni politiche per una leadership digitale europea alle pratiche normative.

Le telco mettono al centro l’attuazione del Codice europeo delle comunicazioni elettroniche in grado di dare priorità agli investimenti di rete. “Ciò significa – dice Etno – garantire un approccio rapido allo spettro e pro-5G, oltre a condizioni di licenza e prezzi che riconoscono gli obiettivi a lungo termine”.

Ecco cosa dicono i Ceo delle aziende:

Amos Genish, Tim: “Siamo fortemente coinvolti nel processo dell’Italia verso la Gigabit Society, che già fornisce l’80% del fisso del paese e il 98% delle connessioni mobili. La recente asta di frequenze è un ulteriore passo avanti nella digitalizzazione del paese: il 5G sarà una rivoluzione sia per i consumatori che per le imprese. I regolatori hanno la grande opportunità di stimolare questo corso, semplificando i processi che governano lo sviluppo della rete e incentivando la domanda di servizi innovativi”.

Tim Hoettges, Deutsche Telekom: “Fibra e 5G rivestono un’importanza strategica per l’Europa. Siamo pronti a fornirli, ma il business della rete deve essere autosufficiente. Uno sforzo congiunto da parte dell’industria, dei responsabili delle politiche e delle autorità di regolamentazione faciliterebbe un roll-out più rapido”.

José María Álvarez Pallete, Telefónica: ” Il settore delle telecomunicazioni è l’epicentro dell’attuale rivoluzione tecnologica. Tuttavia, gli operatori europei rischiano di perdere rilevanza globale. Per preservare la competitività europea in un mondo digitale globale, i responsabili politici europei devono cambiare radicalmente il paradigma normativo per incoraggiare gli investimenti e l’innovazione”.

Stéphane Richard, Orange: “Abbiamo un ruolo strategico da svolgere nel sostenere la trasformazione digitale dell’Europa per superare le sfide tecnologiche ed etiche su argomenti critici come 5G, IoT o AI. Una nuova politica industriale, che favorisce un cambiamento normativo sulla distribuzione della rete e una parità di condizioni sui servizi digitali, è la chiave per mantenere l’Europa in corsa con gli Stati Uniti e la Cina”.

Johan Dennelind, Telia Company: “Mentre stiamo per avviare una nuova agenda politica per l’Europa, i responsabili politici devono assumersi le proprie responsabilità nella realizzazione di una nuova politica industriale che supporti la leadership digitale dell’UE. Questo è assolutamente fondamentale per la competitività economica e lo sviluppo sostenibile dell’Europa. Siamo pronti a fare la nostra parte. ”

Alexandre Fonseca, Altice Portugal: “La nostra esperienza conferma che un quadro normativo meno intrusivo porterà alla Gigabit Society. La regolamentazione dovrebbe alimentare un’ambiziosa politica industriale europea per la leadership e la crescita a livello mondiale”.

Dominique Leroy, Proximus: ” Gli operatori europei sono il nuovo hub di fiducia per i servizi digitali. Dalle case intelligenti alla produzione, i cittadini e le imprese potranno contare su reti e servizi all’avanguardia offerti dal proprio operatore fidato. I governi europei dovrebbero incoraggiare e sostenere questa tendenza”.

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