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MERCATO

5G, è battaglia sulle reti: decisive le scelte delle telco europee

Ericsson e Nokia in pole position negli Usa dopo il bando di Washington sui fornitori cinesi. Ma Huawei domina sul mercato domestico e potrebbe conquistare l’Europa con la strategia del pricing competitivo. Gli analisti intanto avvertono: accelerare sull’offerta di smartphone 5G per evitare il flop tra i consumatori

10 Ott 2018

Patrizia Licata

giornalista

Il 5G, lo standard mobile della IoT, dell’auto autonoma e della chirurgia robotizzata, è ancora ai suoi primi passi ma ha già innescato un’agguerrita battaglia tra i vendor delle attrezzature di rete, con Nokia, Ericsson, Huawei, Zte e Samsung che si contendono i contratti con più zeri.

Si tratta di una cruciale questione di sopravvivenza sul mercato, come nota in un commento il Financial Times: i contratti di fornitura per il 5G possono riportare linfa a un settore che ha visto drammaticamente assottigliarsi i guadagni dopo le ricche commesse legate al 2G e al 3G. E se a inizio secolo c’erano 13 grandi vendor di attrezzature Tlc a spartirsi una torta fatta di contratti miliardari, oggi molti di quei giganti sono scivolati nelle retrovie e a dividersi un piatto molto più magro sono un pugno di fornitori. Il rivale da battere è la cinese Huawei, emersa come fornitore dominante nell’era del 4G.

Il 5G spariglia le carte, non solo creando nuove opportunità ma perché nel frattempo i governi di Stati Uniti e Australia si sono mossi per escludere i vendor cinesi dai contratti legati alla realizzazione delle reti mobili di prossima generazione. Una decisione contestata dalle aziende cinesi, che protestano per un trattamento anticompetitivo fondato sulla falsa supposizione che i loro software aprano le porte allo spionaggio di Pechino.

La rincorsa tra vendor è però cominciata prima dei veti di Washington e Canberra. La gara ha preso slancio in particolare dopo che la telco russa MegaFon, nel 2014, si è affidata a Huawei per accendere le reti 5G ai Mondiali di Russia 2018. CCS Insight dice che da allora Ericsson si è aggiudicata 80 contratti per trial, test bed e prime attivazioni contro i 64 di Huawei; Nokia ne ha firmati 45, quattro volte più di Samsung e cinque volte più dell’altra cinese Zte.

Quest’anno i rinnovati progetti delle telco americane sul 5G (Verizon è già al lancio commerciale) hanno fatto la fortuna di Ericsson e Nokia: con i rivali cinesi messi al bando da Washington, le due aziende europee sono partite alla conquista dell’America. Il fornitore finlandese ha siglato a luglio un contratto da 3,5 miliardi di dollari con T-Mobile; a settembre il concorrente svedese ne ha firmato uno di valore analogo con lo stesso operatore.

Gli analisti però avvertono: i vendor cinesi si aggiudicheranno la maggior parte delle commesse sul mercato domestico, che è gigantesco e in forte espansione, e riusciranno così a difendere il posizionamento.

Le decisioni che prenderanno le telco d’Europa potrebbero essere decisive nell’assegnare la supremazia di mercato anche se gli analisti si aspettano che verranno preferiti i fornitori cinesi perchéil prezzo è più competitivo e le telco europee devono controllare le spese.

Gara tra vendor a parte, CCS Insight mette in guardia su un altro aspetto cruciale che riguarda l’adozione dei servizi 5G da parte degli utenti finali: servono i device compatibili e occorre finire il lavoro sullo standard sia per il core della rete che per i dispositivi. “Con il 5G non si fa che parlare di velocità e latenza. Ma gli smartphone 5G arriveranno sul mercato solo nel 2019 e si rischia di creare nel mercato aspettative che saranno deluse”, dicono gli esperti di CCS. Da Idc concordano: “Il rischio è che i consumatori si chiedano dov’è il miglioramento, perché all’inizio i non noteranno grandi differenze rispetto al 4G”.

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