SUPREMAZIA TECNOLOGICA

5G, il ban su Huawei un boomerang per gli Usa: rischio esclusione dallo standard-setting

Il dipartimento del Commercio americano corre ai ripari e lavora a una nuova norma per consentire alle aziende di operare con il vendor cinese all’interno degli organismi internazionali che definiscono gli standard per la nuova generazione mobile

07 Mag 2020

Il dipartimento del Commercio americano sta per licenziare una nuova norma che permetterà alle aziende statunitensi di collaborare con la cinese Huawei sulla definizione degli standard per le reti 5G. Lo svelano fonti confidenziali sentite da Reuters.

Gli sviluppatori di alcune aziende tecnologiche Usa hanno smesso di lavorare con Huawei allo sviluppo degli standard delle reti di nuova generazione quando il dipartimento del Commercio un anno fa ha inserito il vendor cinese in una “blacklist” che vieta alle aziende Usa di vendere prodotti e tecnologie a Huawei. Il divieto ha avuto ripercussioni nella collaborazione tra americani e cinesi all’interno degli organismi internazionali che si occupano di definire gli standard delle nuove tecnologie per le reti mobili, perché non è chiaro quali scambi di informazioni e tecnologia le aziende Usa possano avere con il colosso di Shenzhen.

Le associazioni dell’industria hitech temono che gli Stati Uniti si stiano mettendo in una posizione di svantaggio nello sviluppo del 5G e i funzionari del governo federale cominciano a dare ascolto a queste proteste. Negli incontri internazionali di standard-setting, dove vengono definiti protocolli e specifiche tecniche per il funzionamento e l’interoperabilità delle attrezzature di rete di vendor diversi, Huawei ha guadagnato peso mentre gli sviluppatori americani si sono dovuti accontentare della seconda fila.

Gli Usa perdono il posto negli organismi di standard-setting

Ora, riporta Reuters, il dipartimento del Commercio ha messo a punto una nuova norma che permette alle aziende degli Stati Uniti di partecipare agli enti internazionali di definizione degli standard in cui siede anche Huawei e, quindi, di interagire con la controparte cinese.

Si tratta ancora di una bozza che il dipartimento del Commercio deve finalizzare; una volta approvata in seno al dipartimento dovrà essere trasmessa ad altre agenzie federali per l’approvazione definitiva, un processo che potrebbe essere lungo se qualche ente federale solleva obiezioni importanti. La regola riguarderebbe comunque solo Huawei e non altre società cinesi nella “lista nera”, come per esempio Hikvision, che produce sistemi di videosorveglianza.

A un anno dall’entrata in vigore del “ban”, “è davvero ora che questo tema venga affrontato e chiarito”, ha dichiarato Naomi Wilson, senior director of policy for Asia dell’Information technology industry council (Iti), che rappresenta un nutrito numero di aziende tecnologiche americane, tra cui Qualcomm, Intel e Amazon.

Il governo americano vuole che le aziende Usa restino competitive rispetto a Huawei, ha aggiunto Wilson. Ma le politiche federali hanno, pur senza volerlo, causato alle aziende americane di perdere il loro posto al tavolo di chi definisce gli standard a vantaggio di Huawei e altre cinesi nella black list, ha concluso la rappresentante dell’Iti.

Battaglia per la supremazia tecnologica

Sei senatori del Congresso americano, tra cui Marco Rubio, James Inhofe e Tom Cotton, lo scorso mese hanno mandato una lettera ai segretari di Stato, del Commercio, della Difesa e dell’Energia invitando a emanare con urgenza delle regole che confermassero la possibilità per gli Stati Uniti di partecipare all’attività di standard-setting del 5G senza alcuna restrizione legata al bando su Huawei.

“Siamo seriamente preoccupati che venga messa a rischio la posizione di dominio globale degli Stati Uniti nella tecnologia mobile a causa di una ridotta partecipazione”, si legge nella lettera.

Mentre gli Stati Uniti decidono, la Cina sta già spianando la strada alla sua supremazia tecnologica varando un ambizioso piano quindicennale chiamato “China Standards 2035” e che delinea quali dovranno essere, nei piani della Repubblica popolare, gli standard globali delle tecnologie di prossima generazione. Pechino mira a consolidare il suo dominio in aree strategiche come le reti di telecomunicazione, l’intelligenza artificiale e il traffico dati controllando il processo di standard-setting, secondo gli esperti che hanno anticipato il progetto – ancora non pubblicato – alla testata americana Cnbc.com.

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