SCENARI

5G, oltre un quinto della popolazione mondiale connesso nel 2025

I dati della Gsma presentati al Mobile World Congress: i Paesi leader sono Corea, Usa, Cina. Le telco investiranno 900 miliardi di dollari, di cui l’80% in reti di quinta generazione mobile. Ma chiedono armonizzazione sui limiti elettromagnetici, più frequenze e meno regulation

28 Giu 2021

Patrizia Licata

giornalista

Gsma Mwc

Saranno 1,8 miliardi le persone connesse al 5G nel mondo nel 2025, pari al 21% delle connessioni mobili totali (è esclusa la Internet of Things): a guidare l’adozione sarà la regione più sviluppata dell’Asia-Pacifico (53% delle connessioni), seguita dal Nord America (51%) e dalla Greater China (48%); solo quarta l’Europa col 35% delle connessioni mondiali. In pratica, alla fine del 2025, il 5G rappresenterà oltre un quinto delle connessioni mobili mondiali e due persone su cinque saranno raggiunte da una rete 5G.

È quanto emerge dal report globale della Gsma “The mobile economy 2021”, pubblicato in occasione dell’apertura del Mobile world congress di Barcellona. Il 4G resta la tecnologia mobile di riferimento: nel 2025 rappresenterà ancora il 57% delle connessioni mobili mondiali; nel 2020 erano il 56%.

L’industria mobile ha dato nel 2020 un contributo al Pil mondiale di 4,4 trilioni di dollari, pari al 5,1% del Pil totale; tale contributo salirà a 4,8 trilioni di dollari nel 2025. Gli operatori di rete mondiali hanno totalizzato ricavi per oltre 1 trilione di dollari nel 2020 che saliranno a 1,15 trilioni nel 2025 a fronte di un Capex di 900 miliardi di dollari nel periodo 2021-2025; l’80% di questi investimenti è rivolto al 5G.

Il 51% nel mondo ha una connessione mobile

A fine 2020 sono 4 miliardi le connnessioni mobili con qualunque tecnologia (il 51% della popolazione mondiale); nel 2025 saranno 5 miliardi o il 60% della popolazione globale (Cagr 2020-2025 pari a +4,3%). Resta una fetta imponente di persone che, pur raggiunte dalla banda larga mobile, non utilizzano i servizi online (“usage gap”); una fetta più piccola, ma comunque importante, non è raggiunta da alcuna rete mobile broadband (“coverage gap”).

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Nel 2020 gli utenti unici di servizi mobili sono 5,2 miliardi (67% della popolazione globale); saranno 5,7 miliardi nel 2025 (70%; Cagr +1,8%). I mercati sono vicini alla saturazione e le nuove aggiunte al totale degli utenti mobili arriveranno soprattutto dall’Africa e dai Paesi emergenti dell’Asia.

Le connessioni da smartphone rappresentano il 68% del totale nel 2020 e saliranno all’81% nel 2025. Le connessioni da Sim (escluse sempre le connessioni IoT) sono 8,1 miliardi, ovvero superano il totale della popolazione globale (penetrazione del 103%); saliranno a 8,8 miliardi nel 2025 (107%).

Il ruolo del 5G oltre la pandemia

Il report realizzato da Gsma Intelligence, la società di ricerca in-house della Gsma, sottolinea che nell’anno della pandemia le connessioni mobili si sono dimostrate fondamentali per consentire alle persone di rimanere in contatto, lavorare, studiare e accedere a servizi di ogni genere, da quelli sanitari al commercio elettronico.

A mano a mano che il mondo emerge dalla crisi del Covid-19 la connettività resta fondamentale per sostenere la ripresa delle economie e renderle più pronte a resistere a crisi future. In questo senso il report sottilinea il ruolo del 5G e della trasformazione digitale delle industrie abilitata dalla IoT.

La pandemia non ha rallentato il roll-out dei servizi commerciali 5G; anzi, il lancio dei servizi 5G in America Latina e in Africa sud-sahariana nel corso del 2020 ha fatto sì che la tecnologia è disponibile ora in tutte le regioni del mondo.

Nel 2023 il picco per il 4G, poi sarà l’era 5G

Nei mercati più avanzati per diffusione del 5G, ovvero Cina, Sud Corea e Usa, il 4G ha raggiunto la penetrazione massima e, in alcuni casi, comincia a perdere abbonati a favore della nuova tecnologia mobile. Ma in molti altri Paesi, soprattutto nelle regioni in via di sviluppo, il 4G mantiene un ruolo importante e continua a crescere, basandosi per lo più su infrastruttura esistente, perché le telco investono ormai quasi solo in reti 5G.

Il picco dell’adozione del 4G si registrerà nel 2023, con quasi il 60% delle connessioni mondiali. Poi il 5G comincerà a conquistare anche i mercati emergenti.

Il ruolo dell’IoT e delle reti private

Nello slancio del 5G giocano un ruolo importante i servizi. A livello consumer attraggono i servizi di intrattenimento come film e video online in alta definizione e gaming su cloud, le esperienze di shopping avanzato grazie alla realtà virtuale e aumentata, le esperienze turistiche potenziate sempre da VR/AR e informazioni in tempo reale, l’assistenza medica da remoto.

A livello business, invece, un trend in crescita è la richiesta di reti private 5G per imprese e stabilimenti produttivi. Gli oggetti connessi (IoT) rappresentano 13,1 miliardi di connessioni nel 2020; saranno 24 miliardi nel 2025.

L’industria mobile chiede una regulation pro-investimenti

L’industria mobile ribadisce il ruolo delle tecnologie mobili per la crescita delle economie e l’erogazione di servizi alle imprese e alle persone. La richiesta è dunque di favorire contesti regolatori che accelerino gli investimenti e l’iinnovazione. Per questo, afferma lo studio della Gsma, occorre che i governi si impegnino a finanziare direttamente lo sviluppo della digitalizzazione, sostenere la stabilità finanziaria del settore mobile, rimuovere le barriere alla realizzazione delle reti, assicurare concorrenza equa, armonizzare i limiti elettromagnetici e stabilire politiche equilibrare sui dati personali. Inoltre, servono decisioni che portino a rendere disponibili porzioni di spettro cruciali per il 5G e reti ad alte prestazioni.

In particolare, servirebbe rendere disponibile 80–100 MHz di spettro contiguo per operatore nelle bande medie del 5G (per esempio 3.5 GHz) e circa 800 MHz per operatore nelle bande alte (spettro mmWave). Inoltre, le porzioni inferiori (600 e 700 MHz) sono necessarie per coprire aree vaste.

Non solo la disponibilità ma anche il costo delle frequenze ha un impatto, conclude lo studio della Gsma: “I governi e i regolatori dovrebbero assegnare lo spettro 5G come strumento per sostenere gli obiettivi di connettività digitale e non per massimizzare le entrate dello Stato”.

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