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NUOVE RETI

5G: sovranità tecnologica e cybersecurity chiavi della strategia Ue

La bozza del discorso di chiusura della presidenza di turno finlandese che termina a dicembre. Alert sul “made in China”: no ai divieti ma occorrono standard di sicurezza condivisi

22 Ott 2019

Patrizia Licata

giornalista

La competitività dell’Unione europea dipende strettamente dalla capacità di essere leader nei nuovi servizi 5G, ma questo ruolo nella nuova era delle comunicazioni mobili non può prescindere da un severo controllo sulla cyber-sicurezza delle nuove reti e dalla difesa della sovranità tecnologica europea.

È quanto afferma la bozza del discorso – visionato in anteprima da Reuters – con cui si concluderà a dicembre la  presidenza di turno finlandese del Consiglio dell’Unione europea. L’obiettivo della Finlandia è che il testo sia formalmente adottato nella riunione dei ministri delle telecomunicazioni europei di fine anno.

Servono standard e protezioni “robuste”

Senza nominare Huawei, il colosso cinese degli apparati per le telecomunicazioni messo al bando negli Stati Uniti, la bozza con lo speech conclusivo della presidenza finlandese raccomanda di promuovere la sovranità tecnologica europea e di mettere in atto standard e misure di sicurezza “robusti” per tutti i produttori 5G e fornitori di servizi pertinenti. Per la Finlandia vanno tutelati l’intera catena di approvvigionamento e tutto il ciclo di vita delle reti 5G.

Approccio condiviso nel mondo connesso

I cambiamenti che il 5G apporta alle reti mobili, ai dispositivi e alle applicazioni “rendono necessario che l’Ue e gli stati membri prestino particolare attenzione a garantire la sicurezza informatica di queste reti e nuovi servizi“, si legge ancora nel documento. Fermo restando che il roll-out del 5G deve essere rapido perché le nuove reti mobili “sono fondamentali per migliorare la competitività dell’Ue” e che l’implementazione di tali reti richiede “un approccio comune” in un mondo sempre più connesso.

L’approccio della Finlandia sembra dunque orientato non a vietare specifici fornitori o operatori, come quelli cinesi, ma a spingere per un set di regole più severe accettate sicuramente in tutta Europa e, possibilmente, su scala globale.

Il perimetro cibernetico e il catalogo di sicurezza

L’idea della presidenza finladese è probabilmente quella di evitare che l’Europa si muova disunita sulla questione 5G e sulla sicurezza delle reti. L’Italia, come noto, ha deciso di garantire al governo, attraverso il combinato disposto di Golden Power e Perimetro Cibernetico, la facoltà di prendere l’ultima decisione in merito; al tempo stesso ha creato le condizioni di operatività per telco e fornitori, anche se i dettagli sono ancora tutti da definire.

La Germania persegue una strategia simile: Huawei non sarà “bannata” dal 5G nel paese ma è al vaglio un regolamento ad hoc con cui il fornitore cinese potrà continuare a operare alle stesse condizioni dei competitor. La misura, che secondo indiscrezioni è di imminente approvazione, prevede la messa a punto di un “catalogo di sicurezza”, dove saranno messe nero su bianco le condizioni a cui dovranno sottostare tutte le aziende coinvolte nei progetti di quinta generazione mobile.

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