IL DOCUMENTO

5G, ecco la “cassetta degli attrezzi” Ue: strategia multi-vendor per le reti

La Comunicazione della Commissione europea: requisiti di sicurezza più stringenti per gli operatori mobili e restrizioni per i fornitori considerati ad alto rischio nella realizzazione di infrastrutture chiave. Gli Stati membri chiamati a mettere a punto misure ad hoc entro il 30 aprile

29 Gen 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Requisiti di sicurezza più stringenti per gli operatori mobili e restrizioni per i fornitori considerati ad alto rischio nella realizzazione di infrastrutture chiave: fa leva principalmente su queste due misure la strategia messa nero su bianco dalla Commissione europea nella Comunicazione “Implementazione sicura del 5G nell’UE – Implementazione della cassetta degli attrezzi dell’UE” appena resa nota. Il documento istituisce la nascita della cosiddetta “cassetta degli attrezzi”, alias di una serie di misure che gli Stati membri sono chiamati a mettere in atto a garanzia delle infrastrutture di rete mobile di nuova generazione. E per evitare situazioni di criticità e di “dipendenza” l’Europa suggerisce un approccio multi-vendor.

“Con il 5G possiamo fare grandi cose. Ma solo se metteremo in sicurezza le nostre reti. Solo allora i cambiamenti digitali andranno a beneficio di tutti i cittadini”, commenta Margrethe Vestager, Vicepresidente della Commissione Ue e commissaria per la concorrenza. “La cassetta degli attrezzi è un passo importante in quello che deve essere uno sforzo continuo nel lavoro collettivo dell’UE per proteggere meglio le nostre infrastrutture critiche”, aggiunge Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo.

La Comunicazione Ue fa seguito alla richiesta del Consiglio europeo di un approccio concertato alla sicurezza del 5G e alla Raccomandazione della Commissione del marzo 2019. Da allora gli Stati membri hanno identificato i rischi e le vulnerabilità a livello nazionale e inviato una valutazione congiunta. “Attraverso la cassetta degli attrezzi, gli Stati membri si impegnano a progredire congiuntamente sulla base di una valutazione obiettiva dei rischi identificati e di misure di attenuazione proporzionate. Con la sua comunicazione adottata oggi, la Commissione avvia azioni pertinenti di sua competenza e chiede l’istituzione di misure chiave entro il 30 aprile 2020”, si legge nella nota della Commissione Ue.

La cassetta degli attrezzi dà una risposta esecutiva ai rischi identificati nella valutazione coordinata dell’UE, compresi quelli relativi a fattori non tecnici, a partire dalle possibili “interferenze” da parte di attori extra Ue o sostenuti dallo Stato attraverso la catena di approvvigionamento del 5G. In poche parole, si dà risposta sul “caso” Huawei, ormai protagonista delle cronache da mesi a seguito del ban degli Stati Uniti che però non sono riusciti a spuntarla sul Regno Unito che ieri ha deciso di non escludere la compagnia cinese dalla realizzazione delle nuove reti ma di limitarne il raggio d’azione alle reti non core.

Immediata proprio la reazione di Huawei in una nota: “Huawei accoglie con favore la decisione europea, che consente a Huawei di continuare a partecipare allo sviluppo del 5G in Europa. Questo approccio privo di pregiudizi e basato sui fatti riguardo alla sicurezza del 5G consente all’Europa di disporre di una rete 5G più sicura e più veloce. Huawei è presente in Europa da circa 20 anni e ha una comprovata esperienza in termini di sicurezza. Continueremo a lavorare con i governi e l’industria europei per sviluppare standard comuni per rafforzare la sicurezza e l’affidabilità della rete”.

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Sulla base della relazione di valutazione del rischio dell’UE dello scorso ottobre, la cassetta degli attrezzi comprende misure strategiche e tecniche e azioni corrispondenti per rafforzarne l’efficacia. Gli Stati membri hanno convenuto di rafforzare i requisiti di sicurezza, di valutare i profili di rischio dei fornitori, di applicare le restrizioni pertinenti per i fornitori considerati ad alto rischio, compresa l’eventuale esclusione dalle reti considerate critiche e sensibili (core network ) e attuare strategie per garantire la diversificazione dei fornitori, si legge nella nota.

Mentre la decisione su misure di sicurezza specifiche rimane di competenza degli Stati membri, il lavoro collettivo sulla cassetta degli attrezzi dimostra una forte determinazione a rispondere congiuntamente alle sfide in materia di sicurezza delle reti 5G. La Commissione sosterrà dunque l’attuazione di un approccio dell’UE in materia di sicurezza informatica 5G e agirà, come richiesto dagli Stati membri, utilizzando, nel caso, tutti gli strumenti a sua disposizione per garantire la sicurezza dell’infrastruttura e della catena di approvvigionamento del 5G.

Gli Stati Ue dovranno adeguarsi entro il 30 aprile

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La Commissione invita ora gli Stati membri ad adottare misure per attuare le raccomandazioni contenute nella Comunicazione entro il 30 aprile 2020 e a preparare una relazione congiunta sull’attuazione in ciascuno Stato membro entro il 30 giugno 2020. Insieme all’Agenzia europea per la cibersicurezza, la Commissione continuerà a fornire il suo pieno sostegno anche avviando azioni pertinenti nei settori di sua competenza. Il gruppo di cooperazione Nis continuerà a lavorare per sostenere l’attuazione della cassetta degli attrezzi.

“L’Europa ha tutto ciò che serve per guidare la corsa alla tecnologia. Che si tratti di sviluppare o implementare la tecnologia 5G, il nostro settore è già ben avviato – sottoliena Thierry Breton, Commissario per il mercato interno -.Oggi stiamo fornendo agli Stati membri dell’UE, agli operatori di telecomunicazioni e agli utenti gli strumenti per costruire e proteggere un’infrastruttura europea con i più alti standard di sicurezza, in modo che tutti noi possiamo trarre pienamente vantaggio dal potenziale che il 5G ha da offrire”.

L’Etno, l’associazione che rappresenta le principali telco in Europa, accende ora i riflettori sul ruolo dei singoli Governi: “Il processo decisionale europeo sul 5G dovrebbe continuare a basarsi sui fatti, dovrebbe essere proporzionato alle minacce e basarsi su una solida comprensione della realtà tecnologica. In questo contesto, invitiamo i governi nazionali a evitare azioni sproporzionate che incidono negativamente sul clima degli investimenti e che potrebbero a loro volta danneggiare la competitività dell’Europa e la sua posizione strategica nello sviluppo del 5G”, invita l’associazione.

LA COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE UE

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