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L'ANALISI

5G, in Italia sana competizione fra i vendor. Ma senza un ministro ad hoc non si andrà lontano

Nessuno “scontro” fra le europee Ericsson e Nokia e le cinesi Huawei e Zte che spesso si riuniscono a dibattito per confrontarsi su opportunità e criticità sul fronte della quinta generazione mobile. Ma l’Italia sconta la mancanza di una figura di riferimento sul fronte governativo. L’analisi di Guelfo Tagliavini, Consigliere di Federmanager

26 Mar 2019

Guelfo Tagliavini

Consigliere Federmanager e membro tavolo esperti “Lavoro Agile” Presidenza Consiglio dei Ministri

Nonostante i tentennamenti e le esclusioni in materia di 5G rispetto al memorandum di intea firmato tra il nostro governo e quello cinese sul vasto programma di collaborazione Asia/Europa che va sotto il nome di “Via della seta”, il progetto di sviluppo di reti di nuova generazione in grado di supportare l’erogazione di servizi a valore aggiunto, va avanti.

E’ quanto abbiamo avuto modo di valutare nel corso di un recente incontro svoltosi presso Federmanager che ha visto la presenza dei rappresentanti di alcune delle più importanti compagnie internazionali impegnate nella realizzazione e sviluppo di tecnologie in grado di mettere in campo, anche nel nostro paese, una rete mobile evoluta che integrerà i progetti di rete a banda ultralarga in fase di realizzazione.

Abbiamo assistito ad un dibattito tra colossi delle telecomunicazioni cinesi, Huwei e Zte ed europei, Ericsson e Nokia che ha messo in evidenza e a confronto gli aspetti tecnologici e le esperienze in corso, i programmi di investimento nel campo della ricerca e delle competenze, l’impegno sui temi della formazione e su quello degli accordi tra industria ed università. Un incontro all’insegna della concretezza e dello spirito imprenditoriale che non ha lasciato spazio alle polemiche ed ai veti incrociati alimentati da varie componenti politiche interne ed internazionali.

E’ prevalso un clima di sana competizione ma anche l’esigenza di una necessaria collaborazione finalizzata alla formalizzazione di regole e modalità che possano consentire una corretta gestione di un mercato in forte espansione che modificherà, in maniera radicale, la vita delle prossime generazioni.

Non possiamo, tuttavia, non rilevare che su un tema di rilevanza strategica come quello delle reti di telecomunicazioni ovvero di quel “network” che abilita la funzionalità di tutte le infrastrutture materiali ed immateriali del nostro paese, non si sia sentita l’esigenza, più volte sollecitata dal mondo imprenditoriale ed industriale, di istituire un ministero in grado di “guidare” uno dei settori più importanti e delicati della nostra economia.

Pensare che avevamo un ministro al tempo del telefono a dico combinatore e oggi, alla vigilia del 5G ne abbiamo uno sia per il dicastero dello Sviluppo Economico che per quello del Lavoro ci lascia qualche perplessità. L’istituzione di un ministero per la governance del Mondo Digitale dovrebbe avere la priorità nell’ordine del giorno dell’agenda di un governo dell’Innovazione. Mai dire mai, chissà che non ci scappi almeno un sottosegretario.

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