5G, in Svezia respinto appello di Huawei. Via libera all'asta frequenze - CorCom

IL CASO

5G, in Svezia respinto appello di Huawei. Via libera all’asta frequenze

Un tribunale ha rigettato il ricorso dell’azienda cinese contro la sua esclusione dalla realizzazione delle reti di nuova generazione confermando la decisione dell’Autorità per le Tlc. La gara dal 19 gennaio

15 Gen 2021

F. Me

Un tribunale svedese ha rigettato un appello di Huawei contro la sua esclusione dal lancio della rete 5G nel Paese. L’asta per le frequenze 5G avrà quindi luogo come previsto la prossima settimana, senza la partecipazione del colosso cinese. La vicenda nasce dalla decisione, presa ad ottobre, dell’Autorità Svedese per le Poste e le Telecomunicazioni (Pts) di vietare l’uso delle apparecchiature Huawei agli operatori qualificati che intendono partecipare alle aste del 5G del Paese.

In questo modo l’asta per l’assegnazione delle frequenze del 5G in Svezia dovrebbe tenersi come previsto la prossima settimana. “Una decisione della Corte amministrativa d’appello nel caso relativo alle comunicazioni elettroniche è finale e per questo non può essere contestata”, si legge in una nota del tribunale con il quale viene annunciato che l’appello di Huawei è stato respinto. “L’asta sulle frequenze 5G inizierà come programmato il 19 gennaio”, ha commentato un portavoce di Pts, che nel mese di dicembre ha presentato ricorso contro la decisione di bloccare le procedure in attesa del giudizio sul caso Huawei.
A dicembre il tribunale amministrativo di Stoccolma aveva decretato che Pts aveva diritto a vietare la partecipazione di Huawei all’asta, ma aveva anche affermato che la società avrebbe potuto appellarsi alla decisione. Perciò il gigante cinese delle telecomunicazioni aveva presentato ricorso a inizio 2021.

Huawei ha fatto sapere di essere ancora in attesa di decisioni su altri due appelli presentati a novembre in relazione al divieto di Pts. Secondo l’azienda cinese tenere l’asta 5G mentre le condizioni del Pts sono soggette a revisione legale avrebbe “gravi conseguenze”.

“La speranza di Huawei era che la corte adottasse un approccio più ampio alla questione della legge e considerasse l’appello anche sotto altri aspetti che abbiamo presentato nel nostro appello”, ha spiegato un un portavoce di Huawei in risposta alla decisione del tribunale.

Nell’affaire del 5G svedese era entrata anche Ericcson che si era detta pronta a a rivedere pesantemente i propri piani e addirittura la propria presenza in Svezia se non ci fosse stato un dietrofront in merito al ban del Paese sulle aziende cinesi, Huawei in pole position.

Il  Dagens Nyheter (Daily News) ha rivelato le pressioni del ceo Borje Ekholm  sul ministro del Commercio estero Anna Hallberg.

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Già a inizio dicembre il ceo dell’azienda svedese aveva allertato sui rischi del ban ai fornitori cinesi. Rischio che si è già concretizzato in uno slittamento dell’asta per le frequenze 5G. Secondo Ekholm la decisione del regolatore svedese di vietare la partecipazione di Huawei alle gare 5G limita la libera concorrenza e i viola i principi della libertà di commercio.

Le rivelazioni del Daily News arrivano attraverso la pubblicazione di una serie di messaggi inviati da Ekholm al ministro svedese per il commercio estero Anna Hallberg: nei messaggi, Ekholm avrebbe fatto minacce velate sulla futura presenza della sua azienda nel mercato interno se il divieto andasse avanti.

Peraltro la decisione della Svezia rischia di impattare e non poco sul business di Ericsson in Cina: l’azienda si è aggiudicata contratti con tutti e tre i principali operatori mobili in Cina per la fornitura di apparecchiature radio per reti 5G. Le autorità cinesi potrebbero infatti adottare contromisure penalizzando le aziende europee, fra cui per l’appunto Ericsson, ed anche Nokia.

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