L'APPROFONDIMENTO

5G: indoor l’80% del traffico dati, senza reti ad hoc si rischia lo stallo

È quanto emerso in occasione del webtalk di CorCom. Retail e smart buildings i segmenti più impattati. Ma bisognerà lavorare sul fronte della revisione dei limiti elettromagnetici per spingere le installazioni

Pubblicato il 24 Mar 2023

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Si parla molto della necessità di accelerare sull’infrastrutturazione 5G per aumentare le coperture territoriali in chiave di abbattimento del digital divide ma scarsa attenzione viene posta, sia a livello mediatico sia regolatorio e istituzionale, alla questione del 5G indoor ossia della realizzazione delle reti all’interno degli edifici e in particolare di grandi edifici, da quelli che ospitano sedi aziendali ai centri commerciali, dagli aeroporti ai campus universitari, dagli ospedali agli stadi e la lista è ben più lunga.

Lacune importanti già con il 4G

La questione non è da poco: il 4G non ha consentito di colmare lacune in termini di disponibilità di segnale, si pensi al segnale assente nelle aree seminterrate e interrrate, i parcheggi sotterranei ad esempio. Dai risultati di un’indagine Opensignal emerge che la velocità di download 5G in Italia è fra le più basse d’Europa e che c’è già insoddisfazione da parte degli utenti. Dunque anche con il 5G si rischiano buchi importanti se non si procederà con l’installazione di antenne e sistemi all’interno delle strutture.

I materiali isolanti “scudo” al segnale mobile

Gli edifici, in particolare quelli di nuova generazione, sono dotati di materiali e strutture altamente isolanti per migliorare le prestazioni energetiche, materiali però che spesso diventano un vero e proprio scudo al segnale mobile. Per questo che diventa necessario sensibilizzare gli stakeholder ma anche il mercato sulla necessità di dotare gli edifici di reti adeguate.

Abbiamo fatto il punto sull’evoluzione della roadmap 5G, sui progetti che rappresentano già delle best practice a livello nazionale e persino internazionale e sulle tecnologie e i sistemi più adatti per spingere la realizzazione di reti indoor in occasione del webtalk “5G indoor, quali opportunità per l’economia italiana? Insieme con Laura Di Raimondo, Direttore Generale di Asstel, Gaetano Buglisi, Chairman di Hightel Towers, Alessandro Magnino, Head of Global Enterprise, Healthcare & Public sector di Vodafone Business, Roberto Zoia, Presidente del Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali (Cncc) e Luca Decarlo, Amministratore delegato di Deca Service.

Di Raimondo, Asstel: “5G indoor per sfida retail e smart building”

“La filiera delle Tlc ha accettato la sfida di digitalizzare il Paese con investimenti privati da 10 anni a questa parte per 90 miliardi e poi con i fondi del Pnrr che conta due progetti dedicati al 5G. la filiera è straordinariamente importante per valore sociale e industriale e per generare valore economico- ha evidenziato Di Raimondo, Direttore Generale di Asstel – Abbiamo lanciato un appello significativo per una politica industriale dedicata alla filiera, servono misure ad hoc c’è difficoltà in termini di flussi di cassa. Il 5G indoor determinante per retail e smart building, per fare un esempio, e serve fare cultura in tal senso”

La questione dei limiti elettromagnetici viene segnalata come una delle più spinose, da molti come il principale ostacolo: stanno andando avanti le interlocuzioni con il Governo su questo fronte e si metterà mano prima o poi a questo dossier una volta per tutte? “Fa parte delle istanze che stiamo portando avanti da inserire nell’ambito della politica industriale. Se vogliamo dare all’Italia pari condizioni competitive allora le linee devono essere allineate al resto d’Europa. L’adeguamento deve essere compiuto, serve un cambio di passo significativo”.

Buglisi, Hightel Towers: “La tecnologia Das per accelerare”

Il 5G per lo sviluppo economico dei territori. Hightel Towers si prepara per una nuova grande sfida quella della rivitalizzazione dello storico polo di Carini, in Sicilia, rilevato da Italtel. “Abbiamo colto questa sfida, il polo Italtel di Carini per alcuni decenni è stato un’eccellenza delle Tlc ma l’Italia e il mezzogiorno in particolare ha perso negli anni la capacità di produrre nell’ambito della componentistica – racconta Buglisi, Chairman di Hightel Towers -. Il centro dunque si è un po’s svuotato del suo dna ma resta polo di eccellenza. Puntiamo a polo 100% green e nel polo c’è un moderno e innovativo data center che resterà. È una parte di storia che vogliamo rilanciare, anche vista la posizione strategica del polo nel Mediterraneo, e ci piacerebbe mantenere il nome Marisa Belisario, la fondatrice”. Cloud e sensoristica avanzata i pilastri del rilancio. Riguardo al 5G indoor Buglisi ha evidenziato la necessità di garantire connettività: oltre 200 le strutture e gli impianti Das realizzati anche grazie alla collaborazione con nostre aziende partner. La domanda cresce ma bisogna sensibilizzare sulla necessità di spingere l’implementazione di impianti Das anche per il contributo sul fronte dei campi elettromagnetici. Hightel Towers da tempo ha acceso i riflettori sulla questione dei limiti elettromagnetici. Una questione che si può affrontare anche grazie all’innovazione tecnologica. “Grazie all’innovazione tecnologica la potenza di un’antenna oggi è data dalle micro-antenne, ci siamo adeguati alle tecnologie più moderne anche in termini di abbattimento dei consumi grazie all’uso del fotovoltaico.

Magnino, Vodafone Business: “Le mobile private network chiave del new business”

È a firma Vodafone il primo campus 5G d’Italia svelato nelle scorse settimane. Quando si dice uno use case di successo. È un progetto che verrà sviluppato nei prossimi 3 anni ed è nato grazia all’aggiudicazione di un bando Ue per sostenere investimenti che favoriscono anche occupazione e competitività si tratta di una mobile private network che va al di là di una semplice copertura 5G perché si parte da esigenze puntuali e prestazionali – ha spiegato Alessandro Magnino, Head of Global Enterprise, Healthcare & PS di Vodafone Business Italia -.Svilupperemo due casi d’uso che valorizzano bassa latenza delle reti 5g, da una parte l’università potrà allestire 10 classi aumentate attraverso l’extended reality e dall’altro la formazione dei medici per modellizzare mappe 3D per immaginare scenari clinici innovativi”. “Stiamo lavorando su progetti simili in Italia e all’estero – ha aggiunto Magnino- ad esempio vantiamo un’analoga implementazione in ambito portuale, fra i primi progetti quello in Grecia al Pireo in cui abbiamo aumentato il livello di automazione grazie alla mobile private network. E a Nardò, in provincia di Lecce, con Porsche Engineering più in generale stiamo lavorando anche sul fronte del manufacturing”.

Magnino ha fatto il punto anche sull’evoluzione dei servizi per le imprese: “Le mobile private network in ambito business, enterprise e PA sono quelle in cui si sta riscontrando maggior interesse. Ci sono settori che si stanno muovendo in modo rapido, in particolare il manifatturiero per portare la trasformazione digitale nei processi produttivi. Anche il mondo della logistica molto impattato per la gestione dei grandi magazzini. E poi il mondo dell’energia: dove si stoccano quantità di energia importanti è fondamentale implementare mobile private network e sviluppare casi d’uso anche per la sicurezza sul lavoro”.

Zoia, Cncc: “1.300 i centri commerciali, 5G fondamentale”

I centri commerciali sono considerati fra le grandi strutture che possono maggiormente beneficiare delle opportunità offerte dal 5G. La connettività ad alta velocità è fondamentale, ad esempio, per abilitare vetrine smart interattive, di comunicare in tempo reale con i clienti segnalando promozioni e altre iniziative e più in generale di sviluppare servizi di nuova generazione. C’è abbastanza consapevolezza sulle potenzialità offerte dal 5G o bisogna ancora lavorare? “Sono 1.300 i centri commerciali in Italia e sono rappresentativi della geografia nazionale a tutti i livelli. Ma le reti non sono equilibrate, una delle prime riflessioni da fare è che il nostro Paese ha bisogno di banda ultralarga e 5G – ha sottolineato Roberto Zoia, Presidente del Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali (Cncc) – Ci crediamo e puntiamo a trasmettere alla filiera l’importanza del 5G: i numeri iniziano a essere rilevanti. La pandemia ci ha fatto capire quanto dobbiamo accelerare sulla digitalizzazione e sull’uso delle tecnologie: le grandi piattaforme digitali hanno potuto beneficiare del loro vantaggio ma i centri commerciali hanno capito che bisogna essere all’avanguardia e anche gli operatori retailers. I dati 2022 sono a livelli pre-pandemici, oggi dunque i clienti sono tornati e i fatturati sono in linea con il 2019. Ma se oggi si vuole vendere bisogna spingere sull’experience online e via smartphone”. Zoia ha inoltre sottolineato che i centri commerciali sono sempre più utilizzati come luoghi di smart working e per questo diventa dirimente la performance in termini di connettività. Determinante anche l’impatto sulle attività di marketing: “L’evoluzione è quella dei prodotti 3D e c’è il tema della profilazione. Le normative sono stringenti ma possiamo utilizzare dati non sensibili per cercare di mirare le campagne in funzione dei clienti e soprattutto dei non clienti”.

Decarlo, Deca Service: “L’80% della trasmissione dati è indoor”

Telecomunicazioni ed energia sono mondi sempre più convergenti e Deca Service opera da anni su entrambi i fronti. Bisogna spingere l’infrastrutturazione ad alta connettività e al contempo abbattere i consumi energetici. “Siamo diventati surfisti più che imprenditori, le difficoltà degli ultimi anni hanno imposto resilienza ma la domanda per connessioni performanti è in aumento – ha spiegato Luca Decarlo, AD di Deca Service -. Ci occupiamo di Tlc in particolare e i sistemi Das sono oggi fondamentali. L’80% della trasmissione dati ad oggi è indoor. E la distribuzione di antenne di aree indoor serve anche per le aree esterne dove si vuole potenziare il segnale mobile dove non è abbastanza performante. La difficoltà non la realizzazione delle reti ma informare le persone a prova di smentita, troppe fake news sui pericoli del 5G. Siamo già in ritardo rispetto all’Europa e non possiamo restare tagliati fuori. Il futuro parla la lingua del 5G”.

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