5G, la Commissione Ue: “Nessuna evidenza su rischi per la salute” - CorCom

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5G, la Commissione Ue: “Nessuna evidenza su rischi per la salute”

La risposta della commissaria alla Salute Stella Kyriakidou all’interrogazione dell’eurodeputato Klaus Buchner: “Non ci sono motivi per rivedere i limiti elettromagnetici. Esposizione molto vicina a quella del 4G”

01 Apr 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Non si placa la polemica sui rischi per la salute connessi al 5G. Non sono bastate le linee guida dell’Icnirp di qualche giorno fa – che nero su bianco ha chiarito che non ci sono evidenze per ritenere la quinta generazione mobile una tecnologia “pericolosa” in quanto la maggior parte delle frequenze dedicate sono le medesime delle precedenti generazioni – a rassicurare gli animi. Ma a sgombrare ulteriormente il campo da dubbi e perplessità legati perlopiù alla diffusione di fake news e a campagne cavalcate da sedicenti esperti della materia, ci ha pensato la Commissaria Ue alla Salute Stella Kyriakidou. In risposta all’interrogazione dell’eurodeputato Klaus Buchner la commissaria ha ribadito che le bande di frequenza previste sono “coperte dalla Raccomandazione del Consiglio”, quella del 1999 (519/CE) e che l’esposizione ai campi elettromagnetici essendo molto vicina a quella del 4G risulta ben al di sotto dei rigorosi limiti raccomandati dal Consiglio. La Commissione Ue – ha in oltre ricordato Kyriakidou- ha investito 49 milioni di euro in progetti di ricerca in campi elettromagnetici attraverso i programmi quadro di ricerca e innovazione.

In merito alla composizione del comitato scientifico Scenihr (Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks) e agli eventuali conflitti d’interesse con i membri dell’Icnirp -altra questione sollevata dall’eurodeputato Buchner – la commissaria Ue ha evidenziato che ammontano a cinque i pareri pertinenti, l’ultimo nel 2015, “che non hanno fornito alcuna giustificazione scientifica per rivedere i limiti fissati dalla raccomandazione 1999/519 / CE del Consiglio”. Tali limiti – ha puntualizzato ancora la Commissaria ricordando che i pareri sono disponibili sulla piattaforma Cordis  – si basano su una guida indipendente pubblicata dalla Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti.

“Per quanto a conoscenza della Commissione – ha aggiunto – nessun membro del comitato scientifico Scenihr è membro della Commissione internazionale per Protezione dalle radiazioni non ionizzanti. La natura collegiale del Comitato garantisce l’indipendenza ed evita pregiudizi. I processi di selezione sono conformi alle norme di trasparenza della Commissione e garantiscono una composizione equilibrata dei gruppi di lavoro”.

IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE

IL TESTO DELLA RISPOSTA

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