Cellnex nel mirino dell’Antitrust: avviata istruttoria per posizione dominante - CorCom

IL MERCATO DELLE TORRI

Cellnex nel mirino dell’Antitrust: avviata istruttoria per posizione dominante

L’indagine riguarda l’acquisizione di Ck Huchison Networks a seguito della quale la tower company spagnola diventerebbe il primo operatore in Italia con una quota di oltre il 70% ed effetti importanti sulla concorrenza

13 Apr 2021

Mi Fio

L’Autorità Antitrust ha avviato un’istruttoria sull’operazione di acquisizione da 10 miliardi, da parte di Cellnex, di CK Hutchison Networks. Nel ricordare che il deal “ha luogo in un mercato, quello delle infrastrutture per le telecomunicazioni mobili, che sta attraversando una recente e rapida fase di consolidamento, iniziata con la creazione dell’impresa comune Inwit da parte di Tim e Vodafone Italia”, l’Agcm puntualizza che “ad esito dell’operazione di concentrazione, Cellnex Italia deterrà una posizione di mercato rilevante in termini di quote di mercato, specialmente nel segmento dei servizi di ospitalità a terzi, nel quale diventerà il primo operatore con una quota di oltre il 70%“, si legge nel bollettino settimanale in cui è stato pubblicato il provvedimento.

Primo effetto: la scomparsa del terzo operatore, “in un contesto in cui la pressione concorrenziale di Inwit è altresì limitata in virtù della sua integrazione verticale con Tim e Vodafone Italia, e dunque un grado di apertura all’ospitalità di operatori terzi molto limitata”.

Fra le criticità di natura concorrenziale rilevate dall’Agcm un inasprimento della concentrazione nel mercato dei servizi di ospitalità per operatori di telecomunicazioni “nel quale l’operazione di concentrazione comporterebbe l’eliminazione di un importante vincolo concorrenziale (HHI pre-merger superiore a 3.000, delta superiore a 600) con effetti di riduzione della concorrenza statica, consistente nel minor incentivo degli altri operatori a incrementare la fruibilità ed economicità dei propri servizi, e dinamica, riducendo l’incentivo alla costruzione o al miglioramento di nuove infrastrutture”.

L’operazione solleva – sostiene l’Antitrust –  criticità concorrenziali nella dimensione nazionale del mercato !che rispecchiano, a livello locale, problemi in specifici comuni nei quali, pur in presenza di un concorrente strutturato come Inwit, le parti, ad esito dell’operazione, avranno la disponibilità di un numero di siti molto elevato, tale da renderle il primo operatore”.

Un ulteriore profilo di criticità riguarda gli eventuali effetti preclusivi nei confronti dei concorrenti di Cellnex Italia derivanti dalla concentrazione. “In virtù dell’accresciuto potere di mercato, Cellnex Italia infatti potrebbe: limitare la contendibilità degli operatori Mno da parte di concorrenti nel mercato delle infrastrutture passive, offrendo contratti con prestazioni leganti, quali clausole di preferenza o minimi garantiti, o difficilmente replicabili; ottenere condizioni contrattuali di vantaggio con i proprietari dei siti, tali da escludere la possibilità per altre tower companies concorrenti di costruire ed ampliare le proprie infrastrutture, soprattutto in contesti nei quali la scarsità di capacità allocativa e/o produttiva, i vincoli ambientali e paesaggistici, il livello di concorrenza locale, possono incidere sul livello generale di concorrenza”.

L’operazione in esame – conclude l’Antitrust – “appare suscettibile di determinare la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sui mercati delle infrastrutture per le telecomunicazioni mobili, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza in tali mercati”.

In dettaglio, si rileva l’altissimo livello di concentrazione del mercato pre-merger, con un indice Hhi relativo alle metriche in volume (numero di siti) e in valore delle vendite, in entrambi i casi superiore a 3.200. L’operazione in oggetto comporterebbe, inoltre, un incremento della concentrazione di mercato (il c.d. delta derivante dalla concentrazione) compreso tra 600 e 1.000 punti di incremento.

Nel mercato nazionale, considerando le vendite ai terzi, Cellnex detiene una quota di mercato del 60-70% in volume e del 70-80% in valore, mentre Ckhni detiene una quota di mercato del 10-20% in volume e del 5-10% in valore “Ad esito della concentrazione, perciò, la quota congiunta, considerando le vendite a terzi, sarà superiore al 70-80% con un incremento di almeno il 5-10%. Quote del tutto similari vengono rilevate per ciò che concerne il segmento dei macro-siti.

La posizione di preminenza di Cellnex Italia e Ckhni appare confermata nel segmento dei micro-siti dove le parti risultano detenere una quota in valore del 70-80% (a fronte di una quota in volume del 40-50%), raggiungendo quote (in valore e in volume) superiori al 90-100% in relazione ai servizi offerti agli operatori Mno terzi.

Nel medesimo segmento dei micro-siti, Inwit, pur in possesso della maggioranza dei siti – 50- 60% della quota di mercato in volume -detiene una quota in valore pari al 10-20%, determinata pressoché esclusivamente dai servizi offerti a Tim e Vodafone Italia.

“Sulla base, dunque, del contesto concorrenziale a livello nazionale, il vincolo competitivo esercitato da Inwit e da altri operatori minori non appare prima facie essere idoneo a contrastare la posizione dominante di Cellnex”.

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