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Huawei non ci sta e replica agli Usa: “La proroga non basta, il ban va eliminato”

All’indomani della decisione del Dipartimento del Commercio di concedere ulteriori 90 giorni per garantire gli approvvigionamenti legati alle commesse americane, l’azienda cinese si oppone e punta il dito contro le violazioni dei principi del libero mercato. “Il Governo ponga fine a questo ingiusto trattamento”

20 Ago 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

I 90 giorni non sono sufficienti a sanare la situazione. E va trovata una soluzione definitiva che sgombri il campo dalle questioni “politiche”. All’indomani della proroga concessa dal Dipartimento del Commercio Usa – al fine di garantire gli approvvigionamenti per garantire la continuità delle commesse che coinvolgono gli operatori americani – l’azienda cinese in una nota punta il dito contro le misure e ribadisce il proprio ruolo e la propria posizione.

Huawei si oppone alla decisione del Dipartimento del Commercio Usa di aggiungere ulteriori 46 filiali alla cosiddetta Entity List – si legge nella nota -. La decisione, in questo particolare momento, ha motivazioni politiche e non ha nulla a che vedere con la sicurezza nazionale. Tali azioni violano i principi di base della competizione sul libero mercato e non rispondono all’interesse di nessuno, neanche a quello delle aziende statunitensi. I tentativi di danneggiare Huawei non aiuteranno gli Stati Uniti a raggiungere la leadership tecnologica”.

Ma soprattutto Huawei chiede al governo Usa “di porre fine a un ingiusto trattamento e di rimuovere Huawei dalla Entity List”. “L’estensione della Licenza Generale Temporanea (la proroga dei 90 giorni, ndr) non cambia il fatto che Huawei sia stata trattata in modo non equo”, evidenzia Huawei. La società ci tiene inoltre a puntualizzare che “la decisione odierna non avrà comunque un impatto sostanziale sul business”. A fine luglio nel presentare i risultati della semestrale, Huawei ha annunciato risultati record: fatturato in crescita del 23,2% a 58,3 miliardi di dollari, distribuiti 118 milioni di smartphone (+24%) e siglati 50 contratti commerciali 5G, di cui 28 in Europa. Dunque almeno per ora nessun impatto dal ban Usa.”

“L’azienda – conclude la nota – continuerà a focalizzarsi sullo sviluppo dei migliori prodotti possibili e a fornire un servizio eccellente ai clienti di tutto il mondo”.

Vero è però che sul futuro incombono incertezze e nubi: in un memo interno il fondatore Ren Zhengfei avrebbe annunciato una riorganizzazione che comporterà da un lato una spesa crescente in infrastrutture a garanzia della continuità dell’offerta e dall’altro il taglio dei ruoli considerati ridondanti e delle figure inefficienti. E’ questione di “live or die” avrebbe scritto il manager nella nota.

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