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L'INIZIATIVA

La Toscana spinge sul 5G, via al centro nazionale sulle competenze

Lunedì 16 la firma del protocollo fra la Regione, il Comune di Prato e la Fondazione Ugo Bordoni. Si punta ad accelerare la roadmap in vista della gara

13 Lug 2018

Mila Fiordalisi

Condirettore

Regione Toscana, Comune di Prato e Fondazione Ugo Bordoni: sono questi i tre protagonisti della nuova sfida nazionale sul 5G. Già coinvolto in una delle 5 sperimentazioni del Mise, il comune toscano punta a farsi capofila in Italia anche in materia di competenze. I dettagli dell’iniziativa saranno resi noti lunedì 16 luglio: è prevista a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze la firma del protocollo con la Regione Toscana e la Fondazione Ugo Bordoni alla presenza della vicepresidente della Regione Monica Barni, dell’assessore regionale alle Attività produttive, Stefano Ciuoffo, del direttore per l’organizzazione e la pianificazione strategica della Fondazione Ugo Bordoni, Alessio Beltrame, e del sindaco di Prato, Matteo Biffoni.

Si va avanti intanto verso l’appuntamento della gara. Nella Delibera-290-18-CONS l’Agcom ha messo nero su bianco i passaggi verso il nuovo assetto dello spettro radio in vista delle grandi manovre per far posto al nuovo standard mobile. L’adozione del Piano era stata approvata dal Consiglio dell’authority il 27 giugno, in osservanza di quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2018: un passo decisivo in vista della gara che dovrà fruttare allo Stato almeno 2,5 miliardi.

E in Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il disciplinare di gara annunciato dal ministro allo Sviluppo Economico Luigi Di Maio davanti alle commissioni Industria e Lavoro del Senato. Il bando, ha detto il ministro, “garantisce continuità all’ottimo lavoro fatto in passato su questo dossier”.

Secondo gli step previsti l’Italia potrebbe dunque essere pronta per presentare la roadmap a Bruxelles: un atto dovuto richiesto dalla Commissione Ue che chiedeva ai Paesi di documentare i motivi per l’eventuale slittamento di 2 anni rispetto al timing europeo della conclusione dell’intero procedimento. L’Italia punta a ottenere di rimandare al 2022 la fine della liberazione della banda 700 Mhz.

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