Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

PRIMO PIANO

Network sharing, Iliad contro tutti. È in difficoltà sul 5G?

Dopo la lettera inviata ad Agcom e Antitrust sull’annunciato accordo fra Tim e Vodafone, il quarto operatore mobile va all’attacco del deal Wind Tre-Fastweb. Impugnati al Tar del Lazio i via libera di Authority e Mise. Prima udienza il 12 febbraio

22 Gen 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Iliad è sul piede di guerra. Gli accordi di network sharing annunciati da Tim e Vodafone da un lato e Wind Tre e Fastweb dall’altro non sono andati proprio giù alla compagnia guidata in Italia da Benedetto Levi che di fatto rischia di rimanere “isolata” sul 5G. Questa la motivazione che secondo quanto risulta a CorCom avrebbe portato il quarto operatore a passare all’azione per tentare di far cadere gli accordi in essere fra le telco concorrenti o quantomeno a rallentarne l’iter. Il tutto nonostante le quattro telco abbiano lasciato aperte le porte. E in alcune dichiarazioni pubbliche – come quelle dell’Ad di Tim Luigi Gubitosi – hanno manifestato la disponibilità a valutare la possibilità di un accordo di network sharing a tre, alias includendo anche Iliad. Che però avrebbe preferito la via dello “scontro”.

Subito dopo l’annuncio dell’accordo fra Tim e Vodafone – a febbraio di un anno fa – Iliad inviava una missiva ad Agcom e Antitrust invitando le due Authority a tenere alta la guardia e a valutare eventuali intralci alla concorrenza e ostacoli nella realizzazione dei piani degli altri operatori sulla roadmap 5G. Dopodiché è stata la volta dell’accordo fra Wind Tre e Fastweb: in questo caso il quarto operatore ha deciso di impugnare davanti al Tar del Lazio il via libera già concesso alle due telco da Agcom e Ministero dello Sviluppo economico. Secondo quanto riferisce l’agenzia Reuters il ricorso è stato presentato ai primi di dicembre – Wind Tre e e Fastweb si sono già costituite per chiederne il rigetto – e il Tar ha fissato la prima udienza al 12 febbraio, giorno in cui il Tribunale dovrà decidere se concedere a Iliad l’accesso agli atti dell’accordo. È fissata invece al 7 ottobre l’udienza di merito.

Multa da 2 milioni per Tim, Vodafone e Wind Tre

Intanto Agcom oggi ha comminato sanzioni per oltre 2 milioni a Tim, Vodafone e Wind Tre – 696mila euro a testa – per una modifica contrattuale ritenuta in contrasto con la normativa di settore. “Se l’utente di un contratto prepagato esaurisce il proprio credito e non effettua una ricarica utile al rinnovo dell’offerta, gli operatori non bloccano più il traffico in uscita ma lo rendono disponibile pur in assenza di una volontà espressa dall’utente medesimo, addebitando un costo aggiuntivo ai clienti che, anche inconsapevolmente o involontariamente, fruiscono dei servizi voce, sms e dati. Il costo del traffico erogato viene poi detratto dalla successiva ricarica”: questa la modifica contrattuale finita nel mirino del Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

EVENTO
X° edizione di Telco per l’Italia: come (ri)portare l’Italia fra i leader mondiali delle Tlc?
Telco

Secondo l’Autorità la condotta degli operatori “non può configurarsi come esercizio dello jus variandi per il quale, in applicazione dell’art. 70, comma 4 del Codice delle comunicazioni elettroniche, non è necessaria l’accettazione da parte degli utenti essendo sufficiente la garanzia di un diritto di recesso dal contratto senza costi”, si legge nella nota dell’Agcom emessa a seguito del provvedimento. “Come verificato dall’Autorità nel corso di un’approfondita istruttoria avviata lo scorso mese di luglio, gli operatori non si sono limitati, infatti, a modificare le originarie condizioni del contratto prepagato sottoscritto, ma vi hanno inserito un quid novi che, in quanto tale, doveva essere accettato dagli utenti. La condotta menzionata è risultata inoltre in contrasto con quanto previsto dalla delibera n. 326/10/Cons, che obbliga gli operatori a far cessare immediatamente la connessione dati nel caso in cui il credito disponibile sia completamente esaurito e a riattivarla soltanto dopo aver ricevuto un’espressa manifestazione di volontà da parte dei clienti.

L’Autorità ha accertato inoltre la violazione da parte dei tre operatori degli obblighi in materia di trasparenza delle informative rese in occasione di alcune variazioni delle condizioni economiche di offerte di rete mobile. “Nel caso di WindTre, è stata sanzionata anche l’introduzione di un costo associato alla navigazione internet illimitata a 128Kb allorché sia stato esaurito il bundle dati associato all’offerta sottoscritta”, puntualizza la nota.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 4