Santoianni (Nokia): “Ecco la fabbrica 5G del futuro” - CorCom

TELCO PER L'ITALIA

Santoianni (Nokia): “Ecco la fabbrica 5G del futuro”

Il Marketing & corporale Affairs director dell’azienda illustra il caso dello stabilimento di Oulu, in Finlandia: “Una realtà che sfrutta la digitalizzazione per integrare la supply chain, automatizzare la logistica e connettere persone, macchine e processi”

16 Dic 2020

Veronica Balocco

Ad Oulu, in Finlandia, esiste un’azienda che guarda al futuro. E’ la sede Nokia, una fabbrica che produce più di mille stazioni radio base 4G e 5G al giorno: il World economic forum l’ha riconosciuta come un faro della quarta rivoluzione industriale, quale riferimento di fabbrica 5G del futuro. E’ questo lo use case portato alla luce da Claudio Santoianni, Marketing & corporale Affairs director di Nokia Italia, a Telco per l’Italia.

“Si tratta di uno stabilimento che sfrutta la digitalizzazione per integrare la supply chain, automatizzare la logistica e connettere persone, macchine e processi – ha spiegato Santoianni -. Il tutto grazie a una metodica operativa che si è mossa su quattro iniziative chiave: la rete wireless 5G, il controllo e la gestione dei dati basata sul cloud, la virtualizzazione dei processi produttivi e la movimentazione dei materiali in modalità zero touch”.

Riduzione dei tempi di consegna fino al 90%

Risultati finali delle attività messe in atto nella fabbrica di Oulu sono stati “un aumento della produttività del 30%, una significativa riduzione del time to market del prodotto e un risparmio annuale di diversi milioni”. Valori non di poco conto che l’utilizzo della rete 5G ha favorito e accelerato, fornendo connettività al 100% dell’area produzione. “Questa rete – ha spiegato il relatore – collega molto facilmente macchinari di produzione sia statici sia mobili, in modalità plug and play, consentendo modifiche molto rapide del layout della fabbrica, senza la necessità di riconfigurare reti cablate”. A questo va aggiunto che il 5G è più stabile del wifi, “perché supera tutti i problemi di connettività e continuità del servizio, e fornisce tutta la larghezza di banda necessaria per le operazioni di business”. Grazie al 5G, Nokia ha dunque realizzato la gestione wireless di tutto il sito produttivo, ottenendo una riduzione di tempi di consegna fino al 90%.

Altro asse è stato “realizzare un controllo dei dati basato su cloud – ha chiarito Santoianni -: questo è stato possibile con l’implementazione di un sistema digital twin, per gestire dati di produzione, sviluppare applicazioni ed eseguire elisi dei processi. In altre parole, per simulare e testare le modifiche prima che fossero effettivamente implementate”.
In ambito logistico, è stata infine sfruttata la tecnologia “zerotouch”, con “robot mobili e autonomi che sfruttano sensori, mappe di layout e software di posizione per navigare autonomamente nel sito: tutto grazie al collegamento con il 5G, perché il wifi sarebbe inaffidabile e più sensibile alle interferenze”. In questo modo, la produttività in termini di logistica dello stabilimento è aumentata del 100%.

La nuova frontiera: controllare gli impianti energetici

Altro use case citato da Santoianni è quello realizzato in Austria con Nokia1 per una rete microgrid di Siemens, che utilizza l’energia rinnovabile: “Questa deve essere gestita in modo intelligente per la complessità del microgrid – ha spiegato -. In questo caso è stata realizzata una rete dedicata da Soluzioni tecnologiche di Nokia e A1, dimostrando come le tecnologie 5G consentono un controllo ottimale degli impianti energetici che hanno esigenze critiche”.

“5G non è gara a chi arriva prima”

2021 anno del 5G? Per Santoianni, “le aziende si stanno informando, ma non ancora formando su questa nuova tecnologia”. Serve dunque ancora tempo.

“Solo una corretta formazione permetterà alle aziende di capire le potenzialità del nuovo scenario e innescare una reazione virtuosa – ha fatto notare -. A questo, poi, va aggiunta un’altra considerazione: gli operatori hanno terminato la sperimentazione e si stanno ormai dedicando al roll out, ma devono essere più vicini alle aziende, mentre gli investimenti pubblici vanno orientati nel modo corretto. Insomma: il 5G non è una gara a chi arriva prima, ma la concretizzazione di una potenzialità per il sistema Paese”.

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