Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

STRATEGIE

Swisscom pronta al 5G: “Entro fine anno coperto il 90% della popolazione”

L’operatore svizzero prosegue il roll-out nonostante le resistenze interne scatenate dai timori per le emissioni elettromagnetiche. Il ceo Urs Schaeppi: “Per adesso velocità limitate. Ma con le nuove antenne andremo a regime”

17 Giu 2019

L. O.

5G per il 90% della popolazione entro fine anno. E’ l’obiettivo di Swisscom che, nonostante le polemiche locali innescate dal timore per le emissioni elettromagnetiche, prosegue sulla propria strada annunciando di voler “accendere” in Svizzera la nuova tecnologia “il più rapidamente possibile” senza installare molte delle nuove antenne, dice il Ceo Urs Schaeppi.

I clienti, ha spiegato il Ceo, possono già utilizzare lo standard 5G con i loro abbonamenti attuali, anche se con un limite di velocità. In una seconda fase, con l’installazione di nuove antenne, il limite sarà aumentato per offrire connessioni più veloci.

La strategia di Swisscom punta a offrire servizi IT o cloud-based e applicazioni IoT per rafforzare i ricavi attraverso il 5G. Ma la concorrenza sarà tale, spiega l’azienda, che la probabilità che le aziende possano aumentare il business direttamente attraverso servizi di rete 5G è “relativamente bassa”, ha detto. Entro i prossimi 5 anni si prevede che l’80% della popolazione svizzera utilizzerà smartphone e applicazioni 5G.

La Commissione federale delle comunicazioni (ComCom) ha assegnato in febbraio a Swisscom, Salt e Sunrise le licenze per utilizzare le frequenze 5G. Il ricavato totale dell’asta è stato di 379,3 milioni di franchi (Swisscom ha investito 196 milioni di franchi). Le opposizioni sono state molte, e tutte basate sui timori legati ai rischi per la salute che le antenne comporterebbero. Una serie di cantoni – scrive Ticinonline – ha fatto resistenza decretando moratorie, in attesa delle conclusioni sul tema da parte di un gruppo di lavoro che agisce sotto la guida dell’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam).

“La politica deve fare chiarezza – ha detto il Ceo Swisscom nei giorni scorsi -. Non si può da un lato chiedere infrastrutture moderne e dall’altro vietare l’ampliamento della rete”. Quanto alle preoccupazioni per la salute, “bisogna ricordarsi che i valori limite imposti in Svizzera sono 10 volte più severi rispetto alla maggioranza dei Paesi europei”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Personaggi

U
Urs Schaeppi

Aziende

S
swisscom

Approfondimenti

A
antenne
E
emissioni elettromagnetiche

Articolo 1 di 2