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PRIMO PIANO

Agcom, proroga fino al 31 dicembre. E sarà così anche per la Privacy

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge sul perimetro cibernetico che ha messo nero su bianco la nuova “scadenza” dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Per il Garante Privacy attesa la proroga bis la prossima settimana

19 Set 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

31 dicembre 2019: questa la deadline fissata nero su bianco dal Consiglio dei ministri in merito alla “nuova” scadenza di Agcom. “Il Presidente e il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni continuano a esercitare le proprie funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, fino all’insediamento del nuovo Consiglio e non oltre il 31 dicembre 2019”, si legge all’articolo 6 del decreto-legge che introduce “disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica” anticipato nei giorni scorsi da Corcom.

E secondo quanto risulta a Corcom per il Garante Privacy è in arrivo – probabilmente già la prossima settimana – una nuova proroga dopo i due mesi già concessi a seguito della scadenza del mandato lo scorso 19 giugno. La deadline dell’8 ottobre si fa prossima e considerata la mancanza di tempi tecnici per il voto in Parlamento, anche per l’Autorità presieduta da Soru è praticamente certa la proroga. Non solo: il senatore Alberto Balboni di Fratelli d’Italia ha presentato un emendamento per “riaprire” le candidature al Garante ossia per “ampliare” la lista dei candidati chiusa il 19 maggio scorso. Ma sempre secondo quanto risulta a Corcom sarà difficile che l’emendamento venga approvato, considerato che non ci sono ragioni “sostanziali” nonostante sia cambiato l’assetto politico.

Come già anticipato dal nostro sito intanto il Cdm ha dato il via libera al decreto-legge sul perimetro cibernetico al quale è stato aggiunto – rispetto al precedente disegno di legge – anche un articolo (il numero 3) relativo alla sicurezza delle reti 5G visto il decadimento dei tempi dell’entrata in vigore del decreto che aveva prorogato le tempistiche sull’esercizio del Golden Power.

“Il decreto – si legge nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri – mira ad assicurare un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, nonché degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati, attraverso l’istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e la previsione di misure idonee a garantire i necessari standard di sicurezza rivolti a minimizzare i rischi consentendo, al contempo, la più estesa fruizione dei più avanzati strumenti offerti dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.

Le nuove norme definiscono le finalità del perimetro e le modalità di individuazione dei soggetti pubblici e privati che ne fanno parte, nonché delle rispettive reti, sistemi informativi e servizi informatici rilevanti per le finalità di sicurezza nazionale cibernetica: prevedono il coinvolgimento del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR) nella fase attuativa; istituiscono un meccanismo teso ad assicurare un procurement più sicuro per i soggetti inclusi nel perimetro che intendano procedere all’affidamento di forniture di beni e servizi di information and communication technology (ICT) destinati a essere impiegati sulle reti, sui sistemi e per i servizi rilevanti; prevedono che l’esercizio dei poteri speciali in relazione alle reti, ai sistemi informativi e ai servizi strategici di comunicazione a banda larga basati sulla tecnologia 5G sia effettuato previa valutazione degli elementi indicanti la presenza di fattori di vulnerabilità da parte dei centri di valutazione individuati dalla nuova normativa e, con riferimento alle autorizzazioni già rilasciate ai sensi del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, la possibilità di integrare o modificare le misure prescrittive già previste alla luce dei nuovi standard.

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