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CALL CENTER

Almaviva Contact, nubi fitte sulla sede di Palermo. Sindacati: “Crisi preoccupante”

In occasione dell’incontro al ministero del Lavoro, l’azienda ha ribadito il calo di volumi delle commesse. Governo pronto a coinvolgere i committenti. A rischio 1600 posti di lavoro

06 Nov 2019

F. Me

Nebbia ancora fitta su Almaviva. Emerge dall’incontro di oggi al ministero del Lavoro convocato per l’analisi della situazione occupazionale del call center di Palermo dove rischiano il posto 1600 persone. Presenti i sottosegretari Steni di Piazza per il ministero del Lavoro, Alessandra Todde per il Mise, il capo di gabinetto del ministero del Sud e l’assessore Giovanna Marano per il Comune di Palermo.

L’azienda, preliminarmente, ha rappresentato al tavolo il quadro attuale, partendo dalla verifica effettuata coi principali committenti che si erano resi disponibili ad attivare tavoli di confronto su tariffe e volumi. Da Tim, secondo quanto riferito dai sindacati, “non sono pervenuti riscontri precisi, ma da Wind sono arrivate risposte negative sia sul fronte delle tariffe sia sul versante dei volumi”. Almaviva Contact ha dunque aggiunto che tale riscontro rende insostenibile la prosecuzione del rapporto commerciale con questo committente. L’azienda avrebbe precisato che un simile scenario comprometterebbe la sussistenza dell’intero sito produttivo di Palermo. Il sottosegretario di Piazza ha raccolto l’invito ad intervenire a breve sulle committenze e fatti i passaggi istituzionali convocherà nuovamente le parti al tavolo rentro il 6 dicembre. “Ci auguriamo – dice Eliana Puma, della Fistel Cisl Sicilia – che l’intervento del governo sui committenti porti i frutti sperati perché Palermo non può permettersi un disastro occupazionale di questa portata che metterebbe in ginocchio l’intero tessuto economico della citta’”.

Secondo i sindacati si tratta di una “situazione più preoccupante rispetto a un mese fa”. Il quadro rappresentato da Almaviva, dicono Slc, Fistel, Uilcom e Ugl “è più drammatico di quello prospettato appena un mese fa in sede ministeriale”.

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito “in maniera perentoria e inderogabile che non è più differibile il coinvolgimento dei committenti nel percorso ministeriale avviato. La tenuta sociale diventa prioritaria attraverso il ripristino di regole certe su tariffe, delocalizzazione e rispetto dei contratti”. E’ stato chiesto al governo un impegno forte per il recupero del credito di 14 milioni di euro che Almaviva vanta verso Alitalia. Il governo ha raccolto l’invito a intervenire a breve sulle committenze, sia per i volumi che per la parte creditoria e, fatti i passaggi istituzionali, convocherà nuovamente le parti al tavolo entro il 6 dicembre. “Dopo otto anni di sacrifici, ammortizzatori sociali, deroghe contrattuali rivendichiamo – aggiungono – atti concreti affinché ci possa essere la costruzione di una politica industriale di questo settore, fondamentale nel mondo dei servizi. La città di Palermo non può permettersi un disastro occupazionale di questa portata, che metterebbe in ginocchio l’intero tessuto economico della città”.

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