LA VERTENZA

Almaviva Contact, scongiurati trasferimenti a Rende: accordo al Mise

Firmata l’intesa con i sindacati: Exprivia assumerà a tempo indeterminato 297 dipendenti impegnati nella commessa Enel con il mantenimento dell’articolo 18. Almaviva manterrà alle proprie dipendenze, nella sede di Palermo, i restanti 98 dipendenti. I sindacati: “La giornata di oggi sia un punto di inizio per ridare dignità al settore”. Bellanova: “Ora monitoraggio”

08 Nov 2016

F.Me

Firmato al Mise l’accordo che scongiura i trasferimenti a Rende, in Calabria, dei lavoratori di Almaviva Palermo impiegati nella commessa Enel in scadenza a dicembre. Dopo il via libera di ieri dell’assemblea dei lavoratori, oggi sindacati, azienda e Exprivia, società che si è aggiudicata la commessa Enel, hanno firmato l’intesa, raggiunta la settimana scorsa, dinanzi al vice ministro dello Sviluppo economico Teresa Bellanova. L’accordo garantisce la salvaguardia dei livelli occupazionali. Exprivia assumerà a tempo indeterminato 297 dipendenti di Almaviva Palermo impegnati nella commessa Enel, con il mantenimento dell’articolo 18 e una ripartizione di 240mila euro fra i lavoratori a fronte dell’azzeramento degli scatti di anzianità e l’inquadramento al terzo livello. Almaviva manterrà invece alle proprie dipendenze, nella sede di Palermo, i restanti 98 dipendenti.

“Una firma restituisce serenità ai lavoratori – sottolinea una nota del ministero dello Sviluppo Economico commenta la sigla dell’accordo su una trattativa andata avanti per mesi, iniziata a settembre con l’annuncio da parte di Almaviva Contact di procedere alla progressiva dismissione a Palermo delle attività collegate alla commessa Enel, dopo aver perso la gara”.

La viceministro Teresa Bellanova “invita le parti coinvolte a farsi carico del problema dei 57 lavoratori Exprivia di Molfetta impegnati su una commessa Enel passata ad altro fornitore, applicando anche nel loro caso la clausola sociale”. A tutela dei lavoratori, un gruppo di monitoraggio dovrà effettuare incontri di verifica con cadenza quadrimestrale a livello territoriale e nazionale (presso il ministero dello Sviluppo economico).

“Tutti pensano che questa sia una grande vittoria e lo è perché è un provvedimento di civiltà – ha commentato all’Adnkronos Maurizio Rosso, segretario Slc Cgil Palermo – Ma la giornata di oggi deve essere un punto di inizio per ridare a queste settore dignità, prospettiva e una politica industriale seria. Il settore dei servizi può offrire grande sviluppo e occupazione sul territorio ed è ora che governo e sindacati si mettano insieme per far rispettare le regole, soprattutto dai grandi committenti, per rendere questo settore competitivo come nel resto d’Europa”.

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“Alla base della decisione di mantenere in Sicilia la commessa di front office aggiudicata alla nostra azienda – dice il presidente e amministratore delegato di Exprivia, Domenico Favuzzi – poniamo la volontà di avviare in questa regione complessa e vivace un progetto industriale che replichi il modello di business nel campo delle tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni sperimentato con successo in altre regioni. La trasformazione digitale in atto nel Paese nei settori della sanità, della pubblica amministrazione e dell’industria rappresenta una sfida, non solo per le imprese come la nostra capace di misurarsi su mercati sempre più ampi e competitivi, ma anche per un territorio con enorme potenziale umano e culturale come la Sicilia e per i suoi giovani, per i quali la leva del cambiamento puo’ aprire davvero nuovi e più ampi orizzonti”.

Sulla chiusura delle sedi del call center Almaviva Contact di Roma e Napoli, dove rischiano di perdere il posto di lavoro 2.511 dipendenti, “le posizioni sono cristallizzate, ecco perché al momento non è prevista una data per un prossimo incontro con azienda e governo – dice Stefano Cardinali della Slc Cgil Roma e Lazio – L’azienda continua a ribadire di volere il taglio del costo del lavoro e progetti innovativi – ha continuato Cardinali – ma secondo noi, non ci sono i presupposti per ragionare”.

Resta quindi confermato lo sciopero nazionale indetto dalla sigle sindacali di settore, per il prossimo giovedì 10 novembre, visto che l’azienda è decisa a chiudere le due sedi. “Non ci fermiamo anche rispetto alle iniziative legali da intraprendere, ora la vertenza è incagliata, ma noi vogliamo ripartiamo dai 12 mesi di ammortizzatori sociali già concordati nell’accordo dello scorso 31 maggio”, ha aggiunto Cardinali, concludendo che con le iniziative legali e con lo sciopero “cercheremo di far cambiare idea ad azienda e ministero”.