Banda larga, via all'indagine sulla concorrenza - CorCom

MERCATO TLC

Banda larga, via all’indagine sulla concorrenza

Antitrust e Agcom avviano un’analisi congiunta per verificare le attuali condizioni di mercato, in particolare in riferimento all’accesso ai network fissi e mobili, comprese le reti Ngn. L’iniziativa punta a spingere gli investimenti e stimolare il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda digitale

09 Gen 2014

Antonello Salerno

Un’indagine conoscitiva sulla concorrenza nel mercato delle telecomunicazioni, con particolare riferimento ai servizi di accesso e alle prospettive di investimento nelle reti a banda larga e ultra-larga, sia fissa che mobile. E’ l’iniziativa, ufficializzata nella riunione del consiglio Agcom di oggi, a cui hanno dato vita congiuntamente l’authority per le garanzie nelle comunicazioni e l’antitrust.

“L’iniziativa – si legge in una nota congiunta – si colloca nel quadro della cooperazione prevista dal protocollo d’intesa tra Agcom e Agcm e coinvolgerà gli operatori di settore”.

“L’indagine – prosegue la nota – tenuto conto dei processi di convergenza in atto a livello internazionale tra architetture di rete fisse e mobili, oltre che delle strategie degli operatori a condividere infrastrutture già esistenti ed a co-investire nella realizzazione di reti di nuova generazione, si propone di acquisire informazioni relative alle prospettive del mercato ed elementi utili per definire strategie regolamentari adeguate all’evoluzione tecnologica e di mercato, identificare la maggiori criticità concorrenziali nella fornitura di reti e servizi di comunicazioni elettroniche, favorire la promozione degli investimenti infrastrutturali e dell’innovazione per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale per il 2020”.

Il protocollo di intesa era stato firmato il 22 maggio dal presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani, e da quello dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, e andava a sostituire, aggiornandolo e arricchendolo, un analogo accordo siglato nel 2004 e, “nel confermare gli ottimi rapporti tra le due autorità – si leggeva nella nota di presentazione dell’intesa – testimonia la reciproca volontà di costanti e proficue relazioni nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali”.