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5G, la rete standalone di Tim sarà a firma Ericsson

L’accordo comprende anche soluzioni di orchestrazione e automazione in grado di abilitare il network slicing per consentire alla telco di monetizzare gli investimenti. L’Ad della compagnia svedese, Missori: “Si potranno attivare una serie di servizi di nuova generazione che necessitano di alte prestazioni, bassa latenza e massima sicurezza”

18 Nov 2022

Patrizia Licata

giornalista

OpenSignal 5G

Tim realizzerà la sua Core 5G in Italia con le attrezzature di Ericsson: l’accordo tra le due aziende permetterà a Tim di usare la tecnologia dual-mode del fornitore svedese per modernizzare l’attuale “Evolved packet core” e di introdurre la nuova 5G Standalone in un’unica soluzione di tipo cloud-native.

Tim passa al 5G Standalone

Il passaggio al 5G Standalone è una tappa importante nella continua espansione dell’infrastruttura 5G di Tim, caratterizzata da maggiori velocità di trasferimento dei dati, latenza ultra bassa e da una diffusione degli apparati sempre più capillare sul territorio.

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L’accordo comprende anche i servizi di orchestrazione e automazione della rete, alla base dell’introduzione di soluzioni di network slicing e di comunicazioni ultra-affidabili e a bassa latenza (Urllc). Si tratta di un passaggio fondamentale che consentirà la rapida introduzione di nuovi servizi per consumatori e imprese, come si legge nella nota di Ericsson per i media.

Attualmente la rete 5G si appoggia alla rete sottostante 4G sia per gestire la connessione radio che per la commutazione dei servizi (core network). Un terminale 5G Non standalone deve essere sempre e comunque collegato alla rete 4G, anche quando sta scambiando dati attraverso la rete 5G. In pratica, in assenza del 4G non ci può essere nemmeno il 5G.

L’architettura 5G Standalone prevede invece che la rete 5G sia in tutto e per tutto autonoma ovvero che ci sia un terminale 5G connesso ad una rete radio 5G, a sua volta collegata ad una core network 5G senza altri intermediari. Con la standalone esiste solo il 5G e le tecnologie precedenti non vengono interessate dalla connessione a meno che la copertura 5G sia assente.

Servizi di nuova generazione

“Questa nuova partnership con Tim permetterà di trarre il massimo vantaggio dal 5G, a beneficio sia dei consumatori che delle imprese, e contribuirà ad accelerare la trasformazione digitale del Paese”, ha detto Andrea Missori, amministratore delegato di Ericsson in Italia.”È infatti con il 5G standalone che si potranno attivare una serie di servizi di nuova generazione che necessitano di alte prestazioni, bassa latenza e massima sicurezza, così come la funzionalità di network slicing che permetterà agli operatori di monetizzare la qualità della rete”.

I migliori benefici del 5G Standalone si avranno nella possibilità di accesso e connettività alle reti, riduzione della latenza, incremento della copertura, sicurezza e anche riduzione dei consumi delle batterie degli smartphone. Questo consentirà di mettere a regime tutto ciò che è stato sperimentato in questi anni: dalla medicina a distanza, alla agricoltura computerizzata fino alle fabbriche wireless. E ovviamente la possibilità di raggiungere prestazioni in download e upload superiori, e una velocità di picco più immediata.

I progetti in Italia

I primi ad accelerare i tempi per migrare ad una architettura 5G standalone sono state le aziende tlc che offrono i servizi Fwa. Gli operatori mobili saranno prima stimolati a fornire nuovi servizi su reti 5G SA soprattutto in ambito business e industriale. Quando la copertura 5G sarà sufficientemente capillare, il 5G SA verrà anche utilizzato per il mobile broadband.

In Italia Linkem ha già lanciato il servizio commerciale 5G standalone basato su tecnologia Ericsson un anno fa. La collaborazione con la multinazionale svedese ha consentito all’operatore di potenziare la propria infrastruttura dopo il lancio del primo servizio 5G Fwa fino a 1 giga su frequenze 26 GHz.

WindTre ha scelto recentemente la tecnologia Ericsson per implementare la Core 5G Standalone cloud-native dual-mode. L’accordo consentirà all’operatore di sviluppare una piattaforma in grado di offrire nuovi servizi ai consumatori e dare vita a use case avanzati, con modelli di business innovativi.

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