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NUOVE RETI

Banda ultralarga, accordo Acea-Open Fiber per cablare Roma

Domani la firma del memorandum of understanding per portare la fibra ottica nella Capitale. Il piano anticipato a CorCom dall’ex Ad della utility capitolina, Alberto Irace: “Insieme alla connettività c’è bisogno di più capacità di distribuzione elettrica”

02 Ago 2017

F.Me.

Accordo fatto tra Acea e Open Fiber per portare anche a Roma la fibra ottica della società controllata da Enel e Cdp. Il memorandum of understanding per cablare la Capitale verrà firmato domani e, per l’occasione, è stata convocata una conferenza stampa dal titolo “Roma sempre più digitale con Acea e Open Fiber“.

La partnership permetterà alla società guidata da Tommaso Pompei di portare la fibra ottica nella capitale utilizzando e valorizzando il network di tubi, condutture e cavidotti della utility capitolina. Acea punta ad accelerare sulle smart grid, bruciando i tempi sulla digitalizzazione di gestione e controllo delle sue reti e, per farlo, una fibra capillare è indispensabile.

Di un piano di Acea per cablare Roma aveva parlato per la prima volta a CorCom l’allora Ad, Alberto Irace. “Acea sta pensando un programma straordinario per cablare la città di Roma – aveva detto Irace – un impegno strategico molto rilevante che richiederà anche una collaborazione con l’autorità di controllo dell’energia elettrica e il gas, perché ci sarà bisogno, contemporaneamente, di più capacità di distribuzione elettrica e più capacità di connettività. Immagino una città dove la rete elettrica deve essere sempre più smart, dal momento che cambierà il modo di produrre energia e di scambiarsela: questo sarà possibile soltanto se ci sarà anche connettività. Un tema che nel nostro Paese non è ancora stato affrontato con la giusta attenzione: Roma può essere la prima città in cui si realizza un programma del genere”.

Per Open Fiber si tratta di un altro “colpo grosso” dopo l’aggiudicazione del secondo bando Infratel. La società ha vinto i sei lotti della seconda gara Infratel per realizzare infrastrutture a banda ultralarga nelle aree bianche del Paese. I

I sei lotti coinvolgono undici regioni per un importo complessivo, prima dei ribassi di gara, di circa 1,25 miliardi di euro, e sono così suddivisi: 365 milioni per il Lotto 1 (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria), 169 milioni per il Lotto 2 (Friuli Venezia Giulia, Prov. Autonoma di Trento), 157 milioni per il Lotto 3 (Marche, Umbria), 174 milioni per il Lotto 4 (Lazio) 202 milioni per il Lotto 5 (Campania, Basilicata) e 187 milioni per il Lotto 6 (Sicilia). Gli interventi che Open Fiber sarà chiamata a realizzare consentiranno di portare la banda ultralarga in 3.710 comuni italiani, coinvolgendo 3,150 milioni di unità immobiliari. La rete sarà data in concessione per 20 anni e rimarrà di proprietà pubblica.

A marzo Enel Open Fiber aveva conquistato tutti i cinque lotti – Abruzzo e Molise, Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Veneto – della gara da 1,4 miliardi per la realizzazione della banda ultralarga nelle aree bianche delle sei Regioni italiane.

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