TELCO E OTT

Banda ultralarga, anche gli Usa puntano a far pagare le big tech

Un gruppo bipartisan di senatori rispolvera il Fair Act. La proposta di legge punta ad avviare un’indagine per valutare l’ipotesi di coinvolgere i fornitori di servizi di rete, a partire dalle grandi piattaforme digitali, nel finanziamento del fondo per il servizio universale

Pubblicato il 17 Mar 2023

Patrizia Licata

banda larga, fibra, internet

Gli Stati Uniti valutano la possibilità di far pagare alle big tech un contributo per le reti in banda ultralarga. In questo approccio l’Europa ha fatto da apripista e adesso un gruppo bipartisan di senatori Usa si muove nella stessa direzione: quattro membri della camera alta del Congresso – due Democratici e due Repubblicani – hanno reintrodotto la proposta di legge Fair, sigla che sta per “Funding affordable internet with reliable contributions”. L’acronimo è anche la parola con cui si indica l’equità e richiama il fair share su cui tanto sta insistendo la Commissione europea: tutti devono dare un equo contributo alle autostrade digitali.

Il Fair act americano dà alla Federal communications commission l’incarico di studiare la possibilità di esigere dagli internet edge provider come motori di ricerca e social media un contributo al finanziamento dello Universal service fund della Fcc che sostiene l’accesso alla banda larga come servizio universale. I proponenti sono i Senatori Roger Wicker, R-Miss., Ben Ray Luján, D-N.M., Todd Young, R-Ind., and Mark Kelly, D-Ariz.

Banda larga, ipotesi contributo delle big tech

Tramite lo Universal service fund la Fcc spende circa 10 miliardi di dollari l’anno per finanziare l’implementazione della banda larga nelle aree rurali, nelle scuole, nelle biblioteche, nelle strutture sanitarie e in altri siti dove è più costoso per i privati investire. Il fondo finanzia anche alcuni servizi, come quelli di telemedicina, e i sussidi per l’abbonamento alla banda larga per i meno abbienti.

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Il fondo attualmente è finanziato prelevando dalle telco un contributo dai loro ricavi (e che le telco solitamente compensano conteggiandolo nel totale delle tariffe mensili dei loro clienti).

Il Fair contribution act darebbe incarico alla Fcc di pubblicare una “Notice of inquiry”, ovvero un avviso di consultazione pubblica con cui la commissione per le comunicazioni invita a fornire pareri sulla fattibilità di esigere contributi al fondo Usf dalle piattaforme digitali. Dopo 180 giorni seguirà un report con gli esiti della consultazione.

Tra le altre misure inserite nel Fair act, si chiederebbe alla Fcc di considerare come possibili fonti al finanziamento del servizio internet universale anche i ricavi delle Big tech come la pubblicità digitale o gli abbonamenti degli utenti. La Fcc dovrebbe anche valutare e confrontare l’equità del sistema attuale con uno nuovo in cui le Big tech partecipano al finanziamento.

La commissione dovrà valutare inoltre la fattibilità dello stabilire l’ammontare di tali possibili contributi da parte di un’ampia categoria di imprese che non sono sotto il controllo della Fcc, gli effetti che un tale cambiamento avrebbero sui consumatori a basso reddito o delle fasce demografiche più anziane e quali modifiche legislative sarebbero necessarie per implementare il nuovo sistema.

L’equa partecipazione ai costi del digitale

“Il Fondo per il servizio universale aiuta a sostenere l’accesso alla banda larga nelle comunità di tutto il paese, ma poiché i servizi basati su Internet stanno diventando dominanti, dobbiamo avere un piano che supporti il futuro di questo programma”, ha affermato il senatore Wicker. “Il Fair contributions act aiuterebbe il Congresso a valutare la fattibilità del contributo delle aziende Big tech all’Usf. È importante garantire che i costi dell’espansione della banda larga siano distribuiti equamente e che tutte le aziende siano ritenute responsabili del loro ruolo nel plasmare il nostro futuro digitale”.

“In qualità di presidente della sottocommissione per le comunicazioni, i media e la banda larga, sto lottando per avvicinare il New Mexico alla connettività al 100%”, ha affermato Luján. “Il Fondo per il servizio universale sostiene l’accesso alla banda larga per le comunità rurali in tutto il paese, garantendo alle famiglie l’accesso alle opportunità economiche, alla scuola e all’assistenza sanitaria. Il report della Fcc esaminerà come le più grandi aziende tecnologiche possono pagare la loro giusta quota. Il futuro è online ed è fondamentale che i programmi essenziali per la banda larga ricevano solidi finanziamenti”.

“È fondamentale colmare il divario digitale e implementare la banda larga in tutta l’Indiana, comprese le nostre contee, scuole e strutture sanitarie più rurali”, ha affermato Young. “Poiché i fornitori di servizi Internet continuano ad espandere la loro portata e i flussi di entrate del Fondo per il servizio universale diventano meno sostenibili, dobbiamo esaminare tutte le opzioni per garantire che ogni persona abbia accesso alla banda larga, sia ora che in futuro”.

“La nostra legislazione bipartisan esamina i modi in cui le aziende tecnologiche possono aiutarci a colmare il divario digitale in Arizona. Continueremo a lavorare per trovare soluzioni di buon senso che espandano l’accesso a Internet ad alta velocità per le comunità rurali e tribali in tutto il paese”, ha affermato Kelly.

Il fair share dell’Ue

Sviluppi tecnologici e di mercato, impatti sulle reti e sui modelli di business futuri per le comunicazioni elettroniche; Equità per i consumatori; Ostacoli al mercato unico; Contributo equo di tutti gli attori digital sono i quattro “capitoli” del questionario a cui dovranno dettagliatamente rispondere telco e Ott nell’ambito della consultazione che la Commissione Ue si prepara ad avviare ufficialmente per avere un quadro chiaro degli investimenti messi in campo sul fronte reti, cloud e altre tecnologie digitali, preliminare al calcolo dell’eventuale contributo a carico delle web company in chiave di fair share.

La bozza del documento, “How do you see the future of the connectivity sector?”, è stato visionato da CorCom (SCARICA QUI).

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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