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Banda ultralarga, nessun tavolo al Mise: incontri one-to-one con le telco

Secondo quanto risulta a CorCom gli operatori avranno slot da mezz’ora per indicare le questioni sul piatto in particolare sul fronte della rete unica di Tlc. Ma non ci sarà un dibattito condiviso. Sarà il ministero a sintetizzare in un documento da sottoporre al Parlamento

Pubblicato il 15 Dic 2020

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Nessun tavolo di lavoro sulla rete unica di Tlc e sulla banda ultralarga. Quello che è stato annunciato da settimane come un confronto fra le parti il ministro Stefano Patuanelli ieri intervenendo all’assemblea di Confindustria Brescia ha detto “questa settimana iniziamo un tavolo importante con tutti gli operatori del settore” – in realtà è ben altro.

Se da un lato la platea degli interlocutori si è allargata – oltre a WindTre, Vodafone, Sky e Iliad, i quattro firmatari della lettera inviata a Cdp nei giorni scorsi, il Mise “audirà” anche le altre telco attive sul mercato, inclusi gli operatori Fwa – dall’altro non ci sarà alcun confronto fra tutte le parti in causa, opzione che sarebbe stata invece più che auspicabile considerata la delicatezza della tematica.

Secondo quanto risulta a CorCom le telco saranno infatti convocate singolarmente: all’odg il tema della banda ultralarga e della rete unica di Tlc. Quel che il Mise si aspetta è capire la posizione di ciascun operatore per arrivare alla stesura di un documento di sintesi da sottoporre al Parlamento. Il tutto entro questa settimana.

Nel frattempo novità importanti sono attese dai cda di Tim ed Enel convocati rispettivamente domani e dopodomani. Sul tavolo della telco guidata da Luigi Gubitosi c’è la proposta del fondo sovrano di Abu Dhabi interessato a far parte della compagine FiberCop. Il fondo è in trattativa con gli americani di Kkr per rilevare una porzione rilevante (si parla del 30%) della quota detenuta in FiberCop, la newco che vede in campo Tim con il 58%, Fastweb con il 4,5% e appunto Kkr con il 37,5%. L’operazione vedrebbe in campo Infinity Investments, controllata dell’Abu Dhabi Investment Authority (Adia) che potrebbe dunque entrare a far parte della newco con un 11% considerata la diluzione delle partecipazioni.

In casa Enel sul piatto c’è il dossier Open Fiber e giovedi 17 è attesa la decisione finale sulla eventuale cessione di tutta la quota in capo alla energy company (il 50%) al fondo australiano Macquaire, quota però che potrebbe scendere al 40% per far salire al controllo Cdp (che ha attualmente in mano l’altro 50%) oppure per consentire alla stessa Enel di mantenere una partecipazione, seppur minoritaria nella wholesale company.

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