L'AUDIZIONE ALLA CAMERA

Pnrr, al via i bandi per la connettività di scuola e sanità. Colao: “Priorità è trovare forza lavoro qualificata”

Gli annunci del ministro. Entro fine mese anche la gara cloud e si lavora a un’iniziativa bis per le isole minori dopo il flop di inizio anno. Sul cammino non mancheranno le criticità a partire dalla mancanza di personale e dalla burocrazia degli iter autorizzativi. Piovono critiche da maggioranza e opposizione sui criteri dei bandi

18 Gen 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

Saranno pubblicati entro fine gennaio i bandi per la connettività nelle scuole e nella sanità. Si lavora a un bando bis per le isole minori dopo il flop della prima iniziativa. Ed entro fine mese si darà il via alla gara per il Polo strategico nazionale nell’ambito del piano Cloud Italia. Questa la roadmap annunciata dal ministro per la Transizione digitale Vittorio Colao in audizione alla Commissione trasporti della Camera

Scuola e sanità: i bandi entro gennaio

Dopo la pubblicazione del bando da 3,7 miliardi per la banda ultralarga nelle aree grigie (Piano Italia a 1 Giga) sarà la volta di quelli che puntano a spingere la connettività veloce nelle scuole e nella sanità nell’ambito della strategia “Italia digitale 2026”. Riguardo alle scuole si punta a completare la connettività a 1 Gbps di tutte gli istituti pubblici. Sul fronte della sanità l’obiettivo è assicurare connettività adeguata agli oltre 12.000 punti di erogazione del Servizio sanitario nazionale da 1 Gbps fino a 10 Gbps simmetrici.

“Entro fine gennaio pubblicheremo i bandi per la scuola connessa e la sanità connessa”, ha annunciato il ministro. Riguardo al bando da 60 milioni per le isole minori “è andato deserto perché le richieste di garanzia e le penali erano state commisurate all’intero ammontare: soprattutto, il bando prevede che i cavi vengano posati da navi, che in Europa sono poche e altamente prenotate”, ha chiarito Colao. “Non si può fare un bando per le isole minori che sia uguale agli altri, essendo la pianificazione dell’intervento molto difficile: stiamo lavorando con Infratel e con il ministero dello Sviluppo economico per correggere, ma non credo si tratti di nulla di fuori controllo”.

Colao ha anche puntualizzato che “le priorità ora sono aggiudicare i bandi di gara entro giugno, superare le criticità relative alla scarsa disponibilità di forza lavoro qualificata – abbiamo inserito nei bandi di gara uno specifico punteggio per gli operatori che dimostreranno di avere una buona strategia per la formazione – e continuare il processo di semplificazione dei tempi amministrativi”. L’impatto delle misure sarà rilevante: attesa da qui al 2026 una crescita del 130% della copertura in fibra.

Colao ha inoltre chiarito in audizione che “sulle aree grigie e delle bande non ci sono ritardi, siamo in tempo, e questo perché la scadenza è il 30 giugno“. “Tutti i tempi richiesti delle approvazioni europee sono calcolati dall’Ue anche per arrivare alla scadenza del Pnrr” e “in particolare, abbiamo anche la ‘Confort letter’ europea e avremo l’autorizzazione a giorni” e “su questo posso rassicurare che tutto quello che parte, parte con l’approvazione europea”.

Gara cloud: collaudo dell’infrastruttura entro fine anno

I bandi per la connettività faranno il paio con quello per il Polo strategico nazionale. “A dicembre 2021 abbiamo completato l’istruttoria di tre proposte ricevute, abbiamo valutato favorevolmente la proposta presentata da Tim, con Cdp Equity, Leonardo e Sogei. La nostra scelta è stata sostanzialmente motivata dalla piena corrispondenza tra i contenuti della proposta e i requisiti di completezza dei servizi cloud, ma anche di sicurezza dei dati strategici e critici che abbiamo indicato”, ha ricordato Colao annunciando che “entro fine gennaio prevediamo di pubblicare e mettere a gara questo progetto selezionato. La centrale di committenza per queste gare sarà Difesa e Servizi, la società in house del ministero della Difesa. Il collaudo è programmato per la fine del 2022 e il completamento della migrazione dei dati sul cloud avverrà progressivamente dal 2023 al 2025”.

Digitale: assegnato il 48% delle risorse

Riguardo all’utilizzo dei fondi per il digitale nell’ambito del Pnrr il ministro ha evidenziato che lo stato di attuazione delle strategie digitali nazionali “è incontrovertibilmente al 48% delle risorse assegnate”. “Non credo di aver usato toni trionfalistici – ha puntualizzato il ministro in risposta a chi lo accusa di ritardi e difficoltà – siamo un paese che ha chiaramente delle vulnerabilità e delle deficienze ma ci sono aree in cui andiamo bene, stiamo dando servizi migliori. Abbiamo quasi la metà della popolazione italiana ha una identità digitale non vuol dire avere toni trionfalistici ma avere uno stimolo in più a migliorare”. Il ministro ha voluto inoltre “dare credito alle tante persone che lavorano nella pubblica amministrazione che stanno lavorando per migliorare la digitalizzazione dei servizi”.

Interrogazioni e mozioni sulla strada delle iniziative

Ma le critiche nei confronti del ministro continuano a fioccare. “Il Piano Italia 1 Giga, tra i criteri di aggiudicazione dei bandi sui lotti, non prevede alcuna specifica sulla sicurezza della rete”: lo segnala il responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone all’indomani della presentazione del bando di gara da 3,7 miliardi, nell’annunciare un’interrogazione al ministro Colao con i colleghi Silvestroni, Rotelli e Butti “affinchè sia specificata la sicurezza fra i criteri di aggiudicazione dei bandi sul Piano Italia 1 Giga e migliorata l’efficienza dei bandi”. “Non sono presenti criteri di qualità dettagliati in maniera specifica: il Pnrr, da cui provengono le risorse del Piano, deve garantire un’infrastrutturazione in fibra ad alte prestazioni e in totale sicurezza. La banda larga è un’infrastruttura strategica, dove utilizzare tecnologia cinese o nazionale è un punto cruciale. Anche per questo, Fratelli d’Italia ha da sempre proposto la costituzione di una “white list”, una lista di operatori sicuri per il procurement delle telecomunicazioni, così da garantire la sovranità digitale. Desta preoccupazione anche il bando sul Piano Isole Minori andato deserto”, conclude Mollicone.

Nei giorni scorsi la Camera ha dato inoltre il via libera alla mozione di maggioranza in materia di infrastrutture digitali efficienti e sicure per la conservazione e l’utilizzo dei dati della Pubblica amministrazione nell’ambito del piano Cloud Italia. Il provvedimento che impegna il governo “ad adottare iniziative per assicurare che il Polo strategico nazionale sia sotto il controllo dell’Agenzia per la cybersicurezza per quanto concerne le modalità di trattamento e localizzazione dei dati strategici”. Più trasparenza sull’eventuale coinvolgimento, anche indiretto, di operatori extraeuropei.

Colao ha chiarito che la gara sul polo strategico nazionale del cloud “è una concessione e quindi noi come Stato avremo un ruolo di controllo. Nulla di ciò che avverrà nel Psn, chiunque vinca, può essere diverso da quello che il Parlamento vorrà e che il governo implementerà. Credo che sia stato un po’ emozionalizzato questo tema. Vorrei rassicurare che il disegno tutela molto”.

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