BANDA ULTRALARGA

Pompei al Senato: “Open Fiber scommette 6,5 miliardi sull’Italia”

L’Ad della società in audizione a Palazzo Madama: “Il progetto Ftth darà lavoro a 15mila persone”. E sull’assetto azionario dice: “Cdp ed Enel investitori pazienti che garantiscono un presidio di lungo periodo”

Pubblicato il 21 Giu 2017

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L’azionariato di Open fiber ”è di lungo periodo”. Infatti il 50% e Cdp e l’altro 50% è Enel, ”il che garantisce un necessario presidio e capitali pazienti, alla ricerca di uno sviluppo infrastrutturale così importante e significativo in termini economici”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di Open fiber, Tommaso Pompei, in audizione nelle commissioni Lavori pubblici e comunicazioni del Senato.

Pompei ha focalizzato l’attenzione sul progetto di Open Fiber. “Stiamo cercando di creare l’infrastruttura delle infrastrutture perché è quella che gestisce l’informazione – ha detto il manager – Il valore dell’investimento complessivo del progetto ‘fiber to the home’ è di circa 6,5 miliardi di euro e darà lavoro a 15.000 persone”. Per Pompei si tratta dal punto vista finanziario nonché da quello dell’impatto occupazionale di uno dei “progetti di maggior rilievo del paese”. L’incremento della penetrazione della banda larga, osserva Pompei, è fondamentale per la crescita del paese. Lo confermano anche le stime della Banca mondiale, secondo cui l’incremento del 10% della penetrazione della banda larga corrisponde ad un aumento dell’1,3%-1,4% del pil. ”Questo giustifica l’attenzione a livello europeo e italiano per questo tipo di sviluppo”.

Open fiber ha già portato l’Ftth in più di 1,6 milioni di unità immobiliari. A cui bisogna sommare 9,6 milioni di case e uffici che, attraverso il primo bando di gara Infratel, sono interessate dal piano di cablaggio per le aree nere e grigie. Al cluster A e B si aggiunge il cluster C e D (aree bianche) con altre 4,6 milioni di unità immobiliari, per un totale 15,8 milioni. Pompei ha ricordato che sono già stati avviati i cantieri del primo cluster nelle 10 città italiane più grandi, con l’eccezione di Roma; i contratti chiusi con ”importanti operatori” sono 7 mentre contatti con altri 32 operatori sono in corso. “Per quanto riguarda il secondo cluster – ha spiegato – siamo risultati aggiudicatari e abbiamo firmato una convenzione su primi 5 lotti. La prima gara riguarda più di 3.000 comuni in sei regioni; lo Stato ha stanziato 1,4 miliardi di euro e l’impatto occupazionale stimato è di 4.000-5.000 persone. La seconda gara riguarda altri 6 lotti e ”ci è stata comunicata l’aggiudicazione preliminare”. L’investimento pubblico ammonta a 1,2 miliardi. Per quanto riguarda la terza gara, ”è stata annunciata” ed è attesa entro l’anno.

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