IL DOSSIER

Rete unica Tlc, via al tavolo di Governo: decisione entro fine anno

In una nota congiunta il Sottosegretario con deleghe alle Tlc e al digitale, Alessio Butti, e il ministro per le Imprese Adolfo Urso, annunciano che si lavora per “dare attuazione ad una efficiente e capillare rete nazionale a controllo pubblico” e per contribuire alla “definizione delle migliori soluzioni di mercato percorribili per massimizzare gli interessi del Paese”. Deadline 31 dicembre

29 Nov 2022
Mila Fiordalisi

Direttore

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“Il Governo ha svolto in queste settimane ampi e doverosi approfondimenti ed interlocuzioni con i principali soggetti coinvolti nello strategico dossier sulla “Rete Unica” culminati nell’incontro svolto ieri a Palazzo Chigi con le organizzazioni sindacali. Tenendo conto delle priorità di valorizzare le risorse umane di Tim e dar attuazione ad una efficiente e capillare rete nazionale a controllo pubblico, il Governo intende promuovere un tavolo di lavoro che entro il 31 dicembre possa contribuire alla definizione delle migliori soluzioni di mercato percorribili per massimizzare gli interessi del Paese, delle società coinvolte e dei loro azionisti e stakeholder, tenendo altresì conto delle normative esistenti a livello nazionale ed europeo e dei necessari equilibri economici, finanziari ed occupazionali”: questa la nota congiunta a firma del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessio Butti, che ha le deleghe al digitale e alle Tlc (Butti sarà a Telco per l’Italia il 14 dicembre) e il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso.

Dall’Opa totalitaria alla cordata con controllo pubblico delle aree bianche e grigie

Come si configurerà il controllo pubblico della rete è ancora da capirsi, ma ha perso quota l’ipotesi di un’Opa totalitaria su Tim da parte di Cdp per la questione spinosa del debito dell’azienda ma anche per i via libera da parte di Bruxelles. Come anticipato da CorCom nelle scorse settimane potrebbe prendere corpo una “cordata” con più soggetti in campo – a partire dai fondi infrastrutturali come Kkr e Macquaire – con una governance che consenta a Cdp di controllare l’asset. Si va profilando anche una sorta di “spacchettamento” del controllo con Cdp a fare da regia per la porzione infrastrutturale nelle aree bianche e grigie (le aree grigie sono state assegnate nell’ambito della gara Italia a 1 Giga legata ai fondi del Pnrr).

Inevitabile “congelamento” del memorandum Cdp-Tim

L’operazione comporterà l’inevitabile congelamento dell’offerta di Cdp a Tim nell’ambito del memorandum siglato lo scorso maggio la cui deadline era già stata prorogata e scade domani 30 novembre. Probabile dunque un rinvio a data da destinarsi per evitare che il progetto vada a battere con quello della rete unica a cui lavora il governo.

I sindacati intanto hanno ribadito il no allo spezzatino di Tim dicendosi invece favorevoli a un progetto di rete unica da portare a terra in tempi stretti che possa tutelare la tenuta occupazionale e ridare slancio all’azienda e a tutta la filiera delle Tlc.

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