San Bartolomeo in Galdo, da emblema del digital divide a “gioiello” della fibra - CorCom

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San Bartolomeo in Galdo, da emblema del digital divide a “gioiello” della fibra

Ftth al 100% grazie al Piano aree bianche di Open Fiber. Il sindaco Agostinelli: “Benefici indescrivibili e ora possiamo diventare un hub per molti Comuni grazie al Pop capace di servire fino a 60mila utenze”

09 Nov 2020

Mi Fio

Quanto vale la fibra ottica per i piccoli comuni italiani? Quali sono i benefici tangibili a seguito della realizzazione delle nuove reti? CorCom ha deciso di fare il punto con tre sindaci di cittadine del Nord, Centro e Sud Italia, per capire a che punto sono i progetti portati avanti da Open Fiber nell’ambito del Piano Bul per le aree bianche e verificare gli impatti sul territorio in termini di potenziamento della connettività e soprattutto di benefici per l’intera comunità. La parola a Carmine Agostinelli, sindaco di San Bartolomeo in Galdo.

È un “gioiello” della fibra ottica il Comune di San Bartolomeo in Galdo, in provincia di Benevento. Con 4.091 unità immobiliari cablate su un totale di 4.612 abitanti il piccolo centro campano vanta una copertura di fatto al 100% in fibra ottica. Un risultato portato a casa grazie al Piano aree bianche di Open Fiber e messo a segno in pochissimo tempo.

Il Comune di San Bartolomeo in Galdo era un emblema del digital divide italiano fino a due anni fa. E adesso siamo un’eccellenza della fibra – racconta a CorCom il sindaco Carmine Agostinelli-. Siamo il Comune con il più alto tasso di copertura fibra-popolazione in Italia ed è un beneficio indescrivibile considerate la crescente domanda di connettività causata dalla pandemia da Covid19 per le attività di smart working e per la didattica a distanza.  E grazie al Pop installato nell’area comunale siamo in grado di fornire connettività ad alta velocità, 1 Gbps in download e 300 Mb in upload, a un potenziale di 60mila utenti configurandoci come un ‘hub’ della banda ultralarga per molti altri comuni dell’area”

Sindaco, quando è partito il progetto e come siete riusciti a ottenere questo risultato?

Non appena è partito il Piano Bul ci siamo attivati per poter mandare avanti il progetto con Open Fiber. Nel nostro Comune eravamo a zero copertura di fibra, arrivava solo l’Adsl a 7 Mega e non in tutte le aree. Nel giro di pochissimo tempo siamo riusciti ad avere copertura totale in fibra. L’azienda ha dimostrato sin da subito massima collaborazione e operatività e da parte nostra ci siamo preoccupati di snellire gli iter autorizzativi e di indicare sin da subito la disponibilità delle porzioni di suolo utilizzabili per la posa delle nuove reti nonché di fornire tutte le informazioni su cavidotti e altre infrastrutture utilizzabili per il passaggio dei cavi.

A proposito di iter burocratici, le autorizzazioni sono tutte in capo a voi? Oppure ci sono stati rallentamenti  a causa di altri soggetti?

Fortunatamente nell’ambito del territorio comunale avevamo la delega, da parte della Provincia, anche relativamente alle strade provinciali e questo ci ha consentito di accelerare. Attualmente però la competenza delle strade provinciali è passata ad Anas e quindi è necessario il loro ok autorizzativo per i relativi lavori. Ma non ci sono particolari problematiche: il cablaggio dell’area, al netto di alcune porzioni rimaste scoperte su cui Open Fiber sta lavorando, è di fatto completato.

Quali porzioni di territorio sono ancora da cablare?

Si tratta di piccolissime aree, in alcuni casi singoli civici rimasti fuori in fase di progettazione. Tenga conto che la fibra ottica arriva addirittura in prossimità di edifici considerati “ruderi”, a dimostrazione della capillarità dell’infrastruttura. Sono in corso le verifiche per completare il piano al 100% e servire con la fibra quelle poche strutture rimaste fuori.

Ci sono costi a carico dell’amministrazione pubblica?

Nessun costo. Il nostro compito è stato ed è solo quello di spianare la strada sul fronte dell’iter amministrativo e di fornire indicazioni su eventuali infrastrutture riusabili per accelerare la posa delle opere.

Per quel che riguarda gli edifici pubblici la banda ultralarga dove arriva?

Oltre alla sede del Comune la banda ultralarga serve scuole, Asl, Carabinieri e tutti gli uffici pubblici. In questo momento si sta completando l’attivazione del servizio. Ci sono così tante domande di allaccio che si stanno verificando alcuni rallentamenti, ma monitoriamo la situazione affinché la maggior parte di utenze e cittadini possa accedere ai servizi nel più breve tempo possibile.

Il progetto con Open Fiber avrà ulteriori sviluppi?

Stiamo ragionando sulle aree rurali extra-urbane. La zona industriale è già servita capillarmente dalla fibra ma vogliamo portarla a tutti i cittadini. Nessuno deve restare escluso. Il dialogo con Open Fiber è costante, quasi quotidiano, quindi se dovessero aprirsi nuove opzioni di collaborazione con Open Fiber in tal senso le valuteremo tempestivamente.

Dalla fibra al 5G, la prossima sfida sarà sulla quinta generazione mobile. Crede che questo patrimonio infrastrutturale potrà aiutarvi a diventare pionieri anche sul 5G?

Me lo auguro. La nostra infrastruttura è davvero all’avanguardia. E considerato che il 5G ha bisogno di fibra sicuramente abbiamo un’ottima base di partenza.

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