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Space X, in orbita altri 60 satelliti per Internet veloce

Con il terzo lancio dell’operazione Starlink cresce il network che Elon Musk sta costruendo per offrire connettività globale dallo spazio. Sono 180 le unità posizionate, ma ne servono 400 per garantire la copertura minima. E il servizio potrebbe essere disponibile già da quest’anno

07 Gen 2020

D. A.

Cresce la rete Starlink, il network di satelliti che nella visione imprenditoriale di Elon Musk garantirà connessioni Internet globali e ad alta velocità direttamente dalla spazio. È stato infatti lanciato la scorsa notte il razzo Falcon 9, che porterà in orbita altre 60 unità. Il razzo è partito dalla base di Cape Canaveral, in Florida e, circa otto minuti e mezzo dopo il lancio, il primo stadio è atterrato sulla piattaforma al largo dell’Oceano Atlantico. È il terzo lancio dei satelliti Starlink per SpaceX, dopo quelli di maggio 2019 e novembre 2019. Con questa missione i satelliti Starlink in orbita sono infatti 180.

Verso il raggiungimento della copertura minima

Elon Musk ha affermato che la compagnia avrà bisogno di almeno 400 satelliti in orbita per fornire una copertura minima e almeno 800 per fornire una copertura moderata e che i primi servizi potrebbero iniziare quest’anno, in alcune aree di Stati Uniti e Canada. L’obiettivo del progetto è fornire agli utenti di tutto il mondo un accesso a Internet ad alta velocità poiché, attualmente, ci sono aree rurali o remote ‘off-line’ perché non raggiunte dalla connessione via cavo.

Inoltre i tradizionali provider di servizi Internet via satellite diffondono una copertura dai loro satelliti che si trovano in orbita geostazionaria (in genere a 35 mila chilometri di altezza) e di conseguenza il segnale deve percorrere una distanza troppo lunga che si traduce in tempi di connessione lenti. Operando a un’altitudine più bassa, SpaceX spera di ridurre questo problema e di fornire una connessione veloce a un prezzo accessibile.

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