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L'ANNUNCIO

Starace: “Open Fiber cablerà oltre 4 milioni di case entro fine 2018”

L’annuncio nel corso del Forum Ambrosetti a Cernobbio. “Siamo totalmente allineati al programma e continuiamo a sostenere che Open Fiber debba cablare l’Italia”. Bocche cucite sull’ipotesi di fusione con Tim

07 Set 2018

Mila Fiordalisi

Condirettore

“Cableremo poco sopra i 4 milioni di case entro fine anno”. Lo ha annunciato l’Ad di Enel Francesco Starace a margine del Forum Ambrosetti in corso a Cerbonnio. “Siamo totalmente allineati al programma e continuiamo a sostenere che Open Fiber debba cablare l’Italia”, ha detto il manager facendo il punto sull’obiettivo del piano della società guidata da Elisabetta Ripa. Bocche cucite invece sull’ipotesi della creazione di una newco con Tim a seguito dello scorporo della rete. Alla domanda dei giornalisti il numero uno di Enel si è limitato a ribadire gli obiettivi del piano di Open Fiber.

Starace ha inoltre ricordato che Open Fiber ha recentemente ottenuto un finanziamento fino a 3,5 miliardi per portare avanti il piano industriale. E si tratta della più grande operazione di finanza strutturata per lo sviluppo di una rete in fibra non solo in Europa ma in tutta l’area Emea.

In dettaglio l’operazione coinvolge un pool di 13 banche nonché Cassa depositi e prestiti e la Banca Europea per gli Investimenti (Bei) e sarà portata avanti anche grazie al supporto dei soci (Cdp Equity ed Enel), per potenziali ulteriori 950 milioni di euro. Il piano di investimenti, di durata settennale, è finalizzato alla realizzazione della rete Ftth destinata a raggiungere circa 19,5 milioni di unità immobiliari nelle aree urbane (cluster A e B), ma anche in quelle più periferiche (cluster C e D).

A inizio agosto il ministro dello Sviluppo economico e Lavoro Luigi di Maio è intervenuto sull’ipotesi di rete unica Tim-Open Fiber: “Sserve una valutazione della rete Tim: se è strategica va presa in esame nel caso di accorpamento e di inserimento in Open Fiber”, ha detto il ministro manifestando per la prima volta un orientamento del governo a favore di una “appropriazione” da parte dello Stato “di un’infrastruttura strategica” in caso di fusione tra le due aziende.

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